Sanità, 35mila padovani senza medico di base: protesta a Este e Monselice

Il Covesap scende in piazza contro liste d’attesa e carenza di personale: in Veneto i ricorsi per visite ed esami sono aumentati del 49,4%

Giada Zandonà
Un medico che visita una paziente.
Un medico che visita una paziente.

 

La sanità pubblica viene contestata nelle piazze di Monselice, Este e Padova: sabato prossimo il Coordinamento veneto per la sanità pubblica (Covesap) promuove una giornata di protesta e informazione contro le liste d’attesa e le difficoltà di accesso alle cure.

Il Covesap riunisce i comitati che difendono il diritto alla salute attraverso gli sportelli per il diritto alle cure, servizi gratuiti che aiutano i cittadini a presentare ricorsi quando visite ed esami vengono fissati oltre i tempi prescritti.

La mobilitazione porta all’attenzione le richieste raccolte agli sportelli: appuntamenti troppo lontani nel tempo, medici di famiglia che mancano e pazienti costretti a rivolgersi al privato o a rinunciare alle prestazioni.

La protesta

I banchetti saranno aperti dalle 9 alle 13 a Monselice, all’angolo tra via Roma e via Tortorini; a Este, in piazza Maggiore; a Padova, in Prato della Valle di fronte al Foro Boario.

I volontari offriranno informazioni gratuite sul diritto a ricevere visite ed esami nei tempi indicati dalla prescrizione del medico di famiglia e su come presentare ricorsi all’Usl nel caso le tempistiche non siano rispettate. È il lavoro che gli sportelli svolgono durante tutto l’anno e che, secondo il report Covesap 2025-2026, ha portato a gestire 3.207 ricorsi in Veneto, con un aumento del 49,4% rispetto all’anno precedente.

Le difficoltà riguardano soprattutto diagnostica, oculistica e cardiologia. Nella Bassa i ricorsi seguiti sono stati 91, con un esito positivo nell’82% dei casi, in cui cittadini hanno ottenuto le prestazioni nei tempi corretti. Il Covesap richiama anche il dato del 2024, quando il 7,9% dei veneti, oltre 383 mila persone, ha rinunciato a cure indispensabili.

Mancanza di personale

«Le attese si inseriscono in un quadro segnato dalla mancanza di personale», spiega Giorgio Zanellato, referente per la Bassa.

Secondo i dati riportati dal Coordinamento, nell’Usl 6 Euganea soltanto 22 medici hanno risposto a un bando per una richiesta straordinaria di 434 medici di medicina generale. «Al 31 agosto, nella provincia di Padova risultavano 35.456 cittadini senza medico di base. La carenza è coperta da 24.500 posti disponibili tra i professionisti già in servizio, grazie all’aumento del numero massimo di assistiti, e 11 servizi di Continuità assistenziale diurna, i Cad», continua Zanellato.

«In questi ambulatori lavorano 57 medici, che seguono 24.335 pazienti sostituendo 21 medici mancanti. L’assistenza viene dunque garantita anche attraverso servizi sostitutivi del medico di famiglia. Il problema pesa su una popolazione con una forte componente di età avanzata: nel Padovano si contano 212 anziani ogni 100 giovani, contro i 203 della media regionale».

Per il Coordinamento, la carenza di personale è la radice delle difficoltà e non può essere affrontata soltanto migliorando l’organizzazione o i sistemi informatici delle prenotazioni. La stessa preoccupazione riguarda le Case di comunità, le strutture destinate a rafforzare l’assistenza sul territorio. «Nell’Usl 6 sono stati investiti oltre 38 milioni di euro del Pnrr per realizzarne venti, comprese quelle di Conselve, Monselice, Este e Montagnana.

Le richieste

Senza assunzioni adeguate», denuncia il Covesap, «il rischio è che gli edifici restino privi del personale necessario a garantire i servizi». Il Coordinamento chiede quindi alla Regione un piano straordinario di assunzioni e sistemi Cup trasparenti e omogenei, per evitare che la ricerca di un appuntamento costringa i pazienti a spostarsi tra strutture lontane dalla propria residenza.

«Chiediamo l’applicazione del nuovo “Piano nazionale liste d’attesa” e che i sindaci esercitino il proprio ruolo di autorità sanitaria, pretendendo dalla Regione il personale necessario». L’appello coinvolge quindi anche le amministrazioni comunali, chiamate a chiedere risposte sulle necessità dei territori.

La protesta si svolge in tutte le province del Veneto, con iniziative a partire da oggi fino a martedì prossimo. Per chi ha bisogno di assistenza per le liste di attesa, lo sportello di Monselice apre il lunedì dalle 9.30 alle 11.30 nella sede della società operaia di mutuo soccorso, in via Teatro, mentre quello di Este il mercoledì, negli stessi orari, nella sede del comitato quartiere Pilastro e Salute, in piazzale Ca’ Pesaro.

 

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