Sant’Urbano, Villa Estense Sant’Elena e Barbona uniti

Primo importante passo verso la fusione che è negli obiettivi per i piccoli Comuni E’ stato unificato il settore dei servizi sociali, a breve lo saranno anche altri servizi

SANT’URBANO

E’ un primo passo verso la fusione. E, per i diretti interessati, intanto è un grande risultato politico. Le amministrazioni di Sant’Urbano, Sant’Elena, Villa Estense e Barbona hanno sancito un accordo per gestire in forma associata tutte le funzioni e i servizi comunali. Il primo passo parte dall’unificazione dei servizi sociali, tramite la costituzione di un ufficio unico composto dalle assistenti sociali dei Comuni aderenti, sotto il coordinamento di Rossella Montaquila (assistente sociale del Comune di Sant’Urbano): compito dell’ufficio sarà uniformare regolamenti, procedure e livelli di erogazione dei servizi dei quattro Comuni, secondo le direttive che saranno impartite dalla Conferenza dei sindaci. «Il tutto senza costi aggiuntivi per i bilanci comunali – sottolinea Dionisio Fiocco, sindaco di Sant’Urbano, che fa da capofila al progetto – Progressivamente tutte le altre funzioni fondamentali saranno associate, con gli stessi criteri basati sul rispetto delle identità e delle esigenze dei quattro Comuni che hanno aderito a questo percorso». L’integrazione tra le municipali è stata sancita da un’apposita convenzione già approvata dai Consigli comunali. «Sicuramente la spinta decisiva è giunta dagli obblighi di associazionismo ora imposti dalla legge – aggiunge Fiocco – ma i quattro Comuni hanno deciso di non avvalersi della proroga concessa al fotofinish dal Governo a fine anno, e quindi di anticipare i tempi della gestione unificata, dimostrando grande lungimiranza e coesione, che hanno radici anche nel forte desiderio di superare il campanilismo che da sempre connota il territorio della Bassa Padovana». Gli aspetti giuridici dell’iter sono stati seguiti da Sandra Trivellato, segretario comunale di Sant’Urbano.

Nicola Cesaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova