Schianto nella notte ad Arzercavalli, muore diciannovenne di Conselve

Auto fuori strada alle 2 fra Arre e Terrassa. Si è rovesciata più volte. A bordo erano tre giovani, ha perso la vita il ragazzo sul sedile posteriore
Nel riquadro, la vittima: Matteo Bertoli, 19 anni
Nel riquadro, la vittima: Matteo Bertoli, 19 anni

ARZERCAVALLI. Un sabato sera tra amici finisce in tragedia. Schianto nella notte, muore un ragazzo di 19 anni di Conselve. L'incidente è avvenuto verso le 2 in via Navegauro, al confine fra Arre e Terrassa, in località Arzercavalli. Un'auto con tre giovani a bordo è finita fuori strada, ha centrato un platano e si è capovolta più volte, finendo nei campi. Nel terribile impatto ha perso la vita il ragazzo che stava sul sedile posteriore, un diciannovenne di Conselve. La vittima è Matteo Bertoli, abitiva in via Matteotti. L'auto, una Fiat Punto, era guidata da Nicola Baruto.

I tre amici stavano tornando a casa dopo una serata trascorsa in compagnia. Una strada percorsa chissà quante volte si è trasformata in una trappola mortale che ha sconvolto tre famiglie e due interi paesi. Da Arre, verso le 2.30, è arrivata la Fiat Punto con a bordo i tre ragazzi. Dopo un lungo rettilineo la strada, appena varcato il confine con Terrassa svolta a sinistra ed è costeggiata da alcuni platani. E’ un punto pericoloso, conosciuto da chi è della zona, perché da lì in poi ci sono più curve fino al centro di Arzercavalli. Alla guida c’era Nicola Baruto, ventenne di Conselve, al suo fianco una ragazza di 17 anni e, dietro, Matteo Bertoli. L’auto, che proveniva da Arre, al termine del rettilineo, subito dopo l’incrocio per Pontecasale, è sbandata sulla destra finendo sullo stretto ciglio erboso che costeggia l’asfalto. Prima ha abbattuto un paracarro poi si è scontata con violenza contro un platano pochi metri più avanti. L’urto è stato devastante, un botto violento, avvertito a decine di metri di distanza. La Punto è rimbalzata in strada, con un altro forte schianto, si è capovolta più volte e ha finito la sua corsa piegata su un fianco in un campo dalla parte opposta della carreggiata, una ventina di metri più avanti.

Morto nello schianto, gli amici: "Matteo ci mancherai"

I primi soccorritori si sono trovati di fronte ad una scena impressionante: nel buio della notte, in un campo di soia l’auto ridotta ad un ammasso di lamiere contorte, con tre ragazzi imprigionati. I vigili del fuoco di Piove di Sacco hanno lavorato a lungo per estrarre i feriti, poi trasportati al pronto soccorso di Schiavonia dall’ambulanza del 118. Per Matteo non c’è stato nulla da fare, troppo gravi e profonde le ferite riportate nello schianto.

E’ in prognosi riservata la diciassettenne di Arzercavalli, ricoverata all’ospedale di Schiavonia e sottoposta alle prime cure. Sono meno preoccupanti invece le condizioni del conducente, cosciente al momento dei soccorsi, anch’egli tenuto in osservazione all’ospedale, sotto choc per il terribile incidente, prima di essere dimesso nel corso della giornata di ieri. Al giovane è stato prelevato un campione di sangue per gli esami di routine in casi simili, a partire dal controllo del tasso alcolemico.

Matteo Bertoli (a sinistra) con l'amico Nicola Baruto, che era alla guida
Matteo Bertoli (a sinistra) con l'amico Nicola Baruto, che era alla guida

A coordinare le attività di soccorso, proseguite per oltre un paio d’ore, la pattuglia della Polstrada di Piove di Sacco, i cui agenti hanno eseguito tutti i rilievi utili alla ricostruzione della dinamica dell’indicente. Sull’asfalto non ci sono segni evidenti di frenata, resterà da capire se l’auto sia finita fuori strada a causa della velocità oppure per schivare un animale o per un improvviso malore del conducente. La zona è scarsamente abitata ma più di qualcuno è stato svegliato da due forti boati. «Pensavo fossero i fuochi di Conselve» racconta Danilo Pignotti, un’anziano che vive nell’abitazione più vicina al punto dello schianto «ho sentito due forti botti poi più nulla. Quando mi sono svegliato del del tutto ho realizzato che era notte fonda e ho capito che doveva essere successo qualcosa in strada. Ho aspettato un po’ poi mi sono vestito e sono uscito. In quel momento sono arrivati i vigili del fuoco e la polizia stradale. L’auto era capovolta nel campo di mia proprietà che costeggia la strada. C’era già diversa gente, automobilisti di passaggio che avevano chiamato i soccorsi. I vigili del fuoco hanno lavorato tanto intorno all’auto e sentivo una ragazza lamentarsi e chiamare “mamma, mamma”. Poi ho saputo che uno dei tre giovani era morto. E’ stato terribile, una scena impressionate mai vista finora».

 

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