Selvazzano, asta-flop restano invendute le tombe di famiglia
SELVAZZANO. Le nuove tombe di famiglia previste nel cimitero di Caselle (nella foto) non interessano a nessuno. O quasi. Anche il terzo bando di gara, infatti, non ha dato i risultati sperati e le...

VIDO..VANDALI CIMITERO CASELLE VIDO.
SELVAZZANO. Le nuove tombe di famiglia previste nel cimitero di Caselle
(nella foto)
non interessano a nessuno. O quasi. Anche il terzo bando di gara, infatti, non ha dato i risultati sperati e le famiglie interessate alla edicole funerarie (44 di due diverse dimensioni) in concessione per 99 anni sono state appena un paio. Così il Comune di Selvazzano nei giorni scorsi si è visto costretto ad avviare un quarto esperimento di bando di gara, forse l’ultimo, che scade alle ore 10 del 26 febbraio 2018.
Il problema è che con il ricavato della vendita delle tombe di famiglia (circa 800 mila euro), il Comune conta di ampliare il cimitero con la costruzione di almeno 200 nuovi loculi. «Visto come stanno andando le cose per l’ampliamento dovremo cercare delle fonti di finanziamento più sicure», commenta l’assessore ai cimiteri e al Bilancio del Comune di Selvazzano, Mariano Fuschi. Il bando di gara prevede la concessione di 44 edicole funerarie: 38 con quattro loculi e otto ossari al prezzo base d’asta di 30 mila euro e sei con otto loculi e dieci ossari al prezzo di 42 mila euro. Saranno accettate solo offerte le cui maggiorazioni saranno di 100 euro e suoi multipli sulla base d’asta.
Dopo il 26 febbraio 2018 il Comune per poter partire con il progetto di ampliamento del camposanto, che prevede oltre ai nuovi loculi anche un’area per la dispersione delle ceneri e un parco per la sepoltura di animali domestici, dovrà mettere a bilancio almeno le risorse necessarie per i loculi che incominciano a scarseggiare. L’assessore Fuschi è convinto che alla base di questo disinteresse per le tombe di famiglia, che fino a qualche decennio fa costituivano uno status symbol, non ci sia la crisi economica. «Sono cambiate le abitudini, non è più come una volta che le famiglie rimanevano legate per tutta la vita al territorio», evidenzia l’assessore. «Oggi la gente si sposta con facilità e in aggiunta sta prendendo sempre più piede la cremazione».
Gianni Biasetto
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