Si chiama Cryptolocker e ha 2 anni

ESTE. L’attacco toccato alla libreria Gregoriana ha un nome e cognome: Cryptolocker. «È un virus nato nel 2013 che ha sempre più larga diffusione», conferma Alessandro Paluan, titolare della Paluan Multimedia di Carceri. «In alcuni casi riesce ad aggirare anche i migliori antivirus e ha come principale veicolo di diffusione la posta elettronica». Solo nelle ultime settimane, Paluan è stato contattato da due aziende del posto che, infettate da questo virus, hanno perso ogni dato. «Cryptolocker attacca il pc andando a cifrare e quindi rendere illeggibili tutti i files contenuti. Il programma per decodificare e riaprire i propri dati si ottiene dietro pagamento di un riscatto, e alcuni utenti in rete lamentano addirittura di non averlo avuto nemmeno dopo aver pagato. Pagare, peraltro, non è la soluzione migliore ma anzi rende esposti ad un possibile secondo attacco». I principali enti di controllo del web stimano che solo il 3% di chi è colpito da questo malware decida di pagare. Spiega Paluan: «Come sempre, l’unica soluzione è prevenire. Occorre fare con molta cura e regolarità copie di back up del proprio pc: queste copie vanno salvare anche su supporti esterni e, in caso di infezione, potrebbero aiutare a non perdere tutti i lavori. È buona prassi inoltre mantenere aggiornato il software antivirus e fare scansioni del sistema con regolarità». (n.c.)
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