Si spara in riva al Brenta, trovato morto dal cognato
Carmignano. L'operaio, 56 anni, aveva lasciato a casa un biglietto d'addio ai parenti

IL LUOGO DELLA TRAGEDIA. Gli inquirenti al lavoro nel punto in cui è stato ritrovato il cadavere
CARMIGNANO.
Ha imbracciato il fucile appartenuto al suocero e si è sparato un colpo al fianco. Una ferita mortale. G.S., 56 anni, viveva con la moglie a Carmignano. Ieri verso le 8, era partito per una passeggiata lungo il Brenta, luogo che amava particolarmente. «Mia sorella mi ha chiamato verso mezzogiorno e mezzo - racconta il cognato - era preoccupata, il marito non era rientrato per pranzo. Mi sono precipitato in Brenta e ho visto la sua auto, una Opel Zafira, parcheggiata lungo lo sterrato. Mi sono incamminato e ho fatto la tragica scoperta». La vittima, operaio in un'azienda di Carmignano, si trovava riversa nel verde dell'area golenale, ai confini con il comune di Fontaniva. A circa 250 metri di distanza dal cadavere, il fucile «che aveva acquistato molti anni fa mio padre, appassionato di caccia», prosegue il cognato. A rinvenire il corpo senza vita di G.S., un guardiacaccia che abita a Carmignano: «Io e un compaesano a cavallo ci siamo accorti del cadavere, abbiamo immediatamente lanciato l'allarme. Sul posto è arrivato l'elisoccorso del Suem di Padova, ma per il nostro amico non c'era più nulla da fare. Veniva molto spesso, con la moglie e gli amici, a fare lunghe passeggiate lungo l'argine del Brenta». Un gesto che ha sconvolto i familiari, ma anche l'intera comunità: sul posto anche il sindaco Gino Carolo e il suo vice, Alessandro Bolis. Un gesto premeditato, pensato: prima di allontanarsi da casa, il 56 enne ha scritto di suo pugno un messaggio destinato ai parenti. Poche righe di addio, dove l'uomo avrebbe manifestato la volontà di togliersi la vita e chiesto poi scusa alla famiglia per il suo gesto estremo. «Non aveva mai dato segni di malessere - spiega il cognato - non riusciamo a capire cosa gli sia scattato dentro, cosa si sia inceppato. Certo è che non ci aspettavamo di vivere una cosa del genere». In Brenta, per ricostruire la dinamica del suicidio, si sono recati i carabinieri del nucleo investigativo di Padova con i colleghi di Cittadella e della stazione di Carmignano.
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