Maxi sequestro di sigarette contraffatte: distrutte 7 tonnellate di Marlboro e L&M
La Guardia di Finanza di Padova elimina definitivamente dal mercato oltre 35 mila stecche di contrabbando nascoste in un tir diretto in Belgio. Evasa imposta per 1,4 milioni di euro, condannato l’autista moldavo

La Guardia di Finanza di Padova ha distrutto oltre 7 tonnellate di sigarette di contrabbando sequestrate lo scorso gennaio nel Padovano. I tabacchi, riportanti i marchi contraffatti Marlboro e L&M, erano stati intercettati durante un controllo lungo la tangenziale nord di Padova a bordo di un autoarticolato guidato da un cittadino moldavo.
La distruzione del carico è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Padova dopo gli accertamenti eseguiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Roma e dai tecnici della Philip Morris. Le analisi hanno confermato sia la contraffazione dei prodotti sia la loro non conformità alle normative nazionali ed europee, in particolare per i livelli di monossido di carbonio e per gli standard di sicurezza relativi alla combustione.
Le operazioni di smaltimento sono state effettuate gratuitamente dall’inceneritore di Padova. Distrutte anche le macchine per caffè espresso utilizzate come carico di copertura del trasporto illecito. Per lo smaltimento delle apparecchiature elettroniche è intervenuto il Centro di Coordinamento RAEE.
Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, il tir trasportava ufficialmente macchine usate per il caffè, imballaggi e chicchi di caffè destinati a una società con sede a Bruxelles. Dietro ai bancali di copertura, però, i finanzieri hanno scoperto 35.082 stecche di sigarette prive dei contrassegni dei Monopoli di Stato e riportanti i marchi contraffatti Marlboro Red, Marlboro Gold e L&M.
Il valore dell’evasione fiscale legata al carico illecito è stato stimato in circa 1,4 milioni di euro tra accise e Iva.
Il conducente del mezzo è stato arrestato con l’accusa di contrabbando aggravato di tabacchi e contraffazione aggravata. Ha successivamente patteggiato una pena di due anni di reclusione, oltre alla confisca del profitto del reato, quantificato in oltre 1,4 milioni di euro.
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