Specializzando con doppio lavoro nei guai

Rischia il processo il dottor Nicola Gasparetto, 30 anni di Trevignano (Treviso) in via Fossalunga, finito sotto inchiesta con l’accusa di truffa. Il pubblico ministero padovano Sergio Dini, infatti, ha sollecitato il rinvio a giudizio del giovane medico perché, nonostante avesse firmato un contratto di “esclusività” in qualità di specializzando, aveva lavorato per l’onlus Croce Verde di Montebelluna, omettendo di dichiararlo all’Università di Padova dalla quale dipendono le scuole di specializzazione.
Una furbata? O forse soltanto una dimenticanza o una negligenza?
L’udienza preliminare davanti al gup Mariella Fino, chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio, è già stata fissata per il prossimo 13 marzo. E in quella sede l’imputato, difeso dall’avvocato Enrico Villanova del foro di Treviso, se non sarà prosciolto, potrà scegliere di affrontare l’eventuale processo o di beneficiare di un qualche rito alternativo.
L’inchiesta era stata svolta dai carabinieri del Nas di Treviso in seguito a una segnalazione. Nel corso degli accertamenti, è emerso che il dottor Gasparetto il 9 luglio 2008 aveva sottoscritto un contratto di formazione specialistica con la Regione e con l’Ateneo patavino – come previsto che tutti coloro che sono ammessi in specialità - impegnandosi «a non svolgere alcuna attività libero-professionale all’esterno delle strutture assistenziali in cui effettuava la formazione» si legge nell’atto. Altrimenti ci sarebbe stata la risoluzione anticipata del contratto con la perdita del previsto trattamento economico e, quel che più conta, del posto di specializzando.
Ma sarebbe andata diversamente. Tra il febbraio 2009 e l’agosto 2011 Gasparetto avrebbe svolto il lavoro di medico (retribuito) presso la Croce Verde montebellunese che si occupa, per lo più, di emergenze e di garantire l’assistenza sanitaria in occasione di manifestazioni e gare sportive. Un’attività professionale taciuta agli organi amministrativi universitari: lo specializzando aveva continuato a frequentare la scuola di specialità, incassando lo “stipendio” indicato nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri adottato il 7 marzo 2007 che stabilisce le regole del contratto di formazione specialistica dei medici. E che quantifica il trattamento economico (al netto) di 1.835 euro corrisposti mensilmente. In pratica il dottor Gasparetto ha percepito 59.229 euro non dovuti perché, nello stesso periodo, avrebbe violato il “contratto di esclusività”.
Cristina Genesin
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