Tasi e Imu, il Comune incassa 50 milioni
Altre tre giorni: è il tempo che resta a oltre 85 mila padovani per pagare la seconda rata di Tasi ed Imu. La scadenza è mercoledì 16 dicembre, e Palazzo Moroni conta di incassare circa 50 milioni circa (buona parte sarà girata allo Stato).
TASI. Dovrà pagarla chiunque possieda, o comunque detenga, un immobile adibito ad abitazione principale. Le aliquote sono le stesse dello scorso anno, mentre le novità sono legate alla detrazione di 50 euro qualora nel nucleo familiare ci sia un soggetto con invalidità permanente pari o superiore al 74%. Fino a 600 euro di rendita catastale (case vecchie o piccole) non si paga la Tasi (circa 11.500 immobili in città), mentre da 601 fino ai 1.300 euro (49 mila immobili di fascia media) si pagherà poco più rispetto all’Imu di due anni fa. Per ogni figlio fino a 26 anni (senza limitazione di numero) sconto di 50 euro. Per le case di proprietà dei genitori in comodato gratuito ai figli, si paga come prima casa fino a 500 euro di rendita, poi l’aliquota cresce (è un vincolo nazionale). Gli anziani che hanno lasciato la loro abitazione e risiedono in casa di riposo pagano il 2,7 per 1000.
IMU. Dovrà saldarla chi è proprietario di immobili, abitazioni di lusso, uffici, negozi, capannoni, terreni e aree fabbricabili. Quest’anno la rata sarà più bassa: l’amministrazione ha deciso di ridurre l’aliquota Imu dall’1,04% allo 0,99% per tutti i fabbricati classificati nelle categorie catastali, uffici e studi privati (cat. A/10), negozi e botteghe (cat. C/1), magazzini e depositi (cat. C/2), laboratori per arti e mestieri (cat. C/3) e capannoni che ospitano le realtà produttive della città già duramente colpite dalla crisi economica (cat. D). Anche per le seconde case è scesa dall’1,04% all’1,02%. A pagare di più, le banche, gli istituti di cambio e assicurazione (cat. D/5), la cui aliquota è stata aumentata dall’1,04 all’1,06 per cento. (l.p.)
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