Tavolini davanti ai leoni del Caffè Pedrocchi, il Comune: «Già rimossi»
Colasio: «Tante segnalazioni, ma il gestore ha provveduto a sistemare»

Il Caffè Pedrocchi ancora al centro dell’attenzione. Stavolta a far discutere non sono state soltanto le condizioni di alcuni ambienti storici dello stabilimento, ma anche la disposizione dei tavolini sulla piazzetta Pedrocchi. A intervenire direttamente è stato l’assessore all’edilizia monumentale Andrea Colasio, dopo una serie di segnalazioni arrivate dai clienti e dai passanti.
«Alla mia segreteria erano pervenute diverse segnalazioni riguardo ai troppi tavolini e sedie collocati davanti ai due leoni», conferma Colasio, «una serie di tavolini che creava difficoltà a chi voleva accedere alla sala Verde (dove è possibile sostare senza consumare, come vuole il testamento di Domenico Cappellato Pedrocchi, ndr) e impediva anche la piena visuale delle statue».
L’assessore racconta di essersi recato personalmente sul posto per verificare la situazione. «Ho fatto presente il problema ai gestori, che hanno subito compreso le osservazioni e ripristinato lo status quo ante». Già da venerdì mattina, infatti, tavolini e sedie erano stati rimossi dall’area davanti ai leoni, liberando il passaggio verso la sala Verde.
Il restauro
Ma quello dei tavolini non è l’unico tema che riguarda il Pedrocchi. Cresce infatti la preoccupazione per le condizioni di alcuni elementi storici dello stabilimento, a partire dallo storico mappamondo che si può vedere sorseggiando un caffè al bancone. Un’opera che oggi appare in condizioni critiche e che, senza un rapido intervento, rischia un deterioramento irreversibile.
Lo stato di conservazione del locale, aperto nel 1831 su progetto dell’architetto Giuseppe Jappelli, è ben noto anche all’amministrazione. «Anch’io sono preoccupato per alcune parti importanti del Pedrocchi», riferisce Colasio, «per fortuna i lavori finanziati da Banzato con oltre 800.000 euro dovrebbero iniziare a brevissimo».
Il piano di restauro interesserà diverse sale dello storico stabilimento gestito dal 2013 dalla società F&de group, oggi guidata dal manager padovano Mirko Sanna dopo l’uscita dell’ex presidente Roberto Imperatrice.
Nel dettaglio, il progetto seguirà un doppio binario: da un lato il recupero delle superfici decorate, dall’altro il consolidamento strutturale degli ambienti, con particolare attenzione al controsoffitto della sala Rossini, uno degli spazi più rappresentativi progettati da Jappelli. «Sono convinto che, al termine dei lavori, il Pedrocchi sarà ancora più bello e accogliente», sottolinea l’assessore Colasio.
La gestione
Negli ultimi mesi, tuttavia, non sono mancate le polemiche sulla gestione dello storico caffè voluto da Antonio Pedrocchi nell’Ottocento. Ma l’assessore richiama ancora una volta i risultati economici raggiunti negli ultimi anni. Il contratto con F&de group scadrà nel 2029 e, secondo i dati forniti dal Comune, il fatturato è passato da 1,8 milioni di euro nel 2018 ai 4,9 milioni del 2025.
Nello stesso periodo sono sensibilmente aumentati anche i dipendenti. Sempre nel 2025 il Pedrocchi ha servito circa 345.0000 caffè, molti dei quali alla menta, simbolo della tradizione dello storico locale frequentato nel corso dei secoli da personaggi illustri come Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio.
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