Tende dei banchi, via al rinnovo in piazza delle Erbe: «Merita decoro»
I primi sono stati i Penello: «Il colpo d’occhio era brutto». Colasio: «Se altri non si adeguano, ne parleremo in Consiglio»

È stato finalmente raccolto l’appello che gli assessori alla cultura, Andrea Colasio, e al commercio ed arredo urbano, Antonio Bressa, avevano fatto ai fruttivendoli di piazza delle Erbe alcuni mesi fa sulla necessità di pulire o acquistare nuove tende per i loro banchi.
I primi ad avere acquistato una nuova tenda sono i coniugi Cristina Biollo e Massimo Penello, conosciuti anche come “gli artisti del vegetariano”, che hanno cambiato la tenda del loro grande banco che si trova sul lato nord della piazza, a pochi metri dalla storica fontana. «Abbiamo speso ben quattromila euro» spiega Cristina Biollo, ex titolare anche di una bottega naturista sotto il Salone «l’abbiamo fatto volentieri perché siamo coscienti che piazza delle Erbe non è una piazza qualsiasi, sperduta in uno spazio anonimo di quartiere, ma si trova sul lato est di Palazzo della Ragione, classificato come uno dei monumenti più importanti d’Europa e patrimonio Unesco.
Abbiamo speso volentieri i nostri soldi dopo che io mio marito siamo andati un giorno a visitare gli interni del Palazzo e ci siamo affacciati dalla terrazza su piazza delle Erbe» racconta. A colpirla, innanzitutto il diradarsi delle presenze al mercato, laddove i banchi in vent’anni sono calati da 75 a 24.
«Oltre a notare che i banchi sono sempre di meno numerosi, quasi tutte le tende dei viste dall’alto erano visibilmente molto sporche con un colore generale che oscillava tra il grigio ed in nero» sostiene «non certo un bel colpo d’occhio, sicuramente non quello che meriterebbe un complesso urbanistico classificato come patrimonio Unesco. A questo punto invitiamo i nostri colleghi di lavoro ad effettuare la stessa scelta che noi stessi abbiamo fatto pochi giorni fa. Del resto ci va di mezzo anche l’igiene dei prodotti alimentari che vendiamo».
La novità in piazza delle Erbe – per quanto all’inizio – è stata accolta con favore da entrambi gli assessori anche perché, nei mesi passati, alla richiesta di cambiare le tende, molti fruttivendoli avevano risposto di aspettarsi in cambio un congruo contributo da parte del Comune.
«I coniugi Penello Biollo sono stati bravi a sentire la necessità di cambiare» sottolinea dal canto sui l’assessore alla cultura Andrea Colasio «i fruttivendoli devono rendersi conto che il Palazzo della Ragione è patrimonio Unesco ed è anche tutelato dalla Soprintendenza. Anch’io mi sono recato spesso sulla terrazza del Palazzo, così come al primo piano di Palazzo Moroni, dove ci sono gli uffici di alcuni colleghi che si affacciano proprio sulle piazze e mi sono reso subito conto che dall’alto il paesaggio urbano sottostante era un pugno nell’occhio. A questo punto, dopo la scelta di buona volontà da parte dei coniugi Penello, spero che facciano la stessa scelta anche tutti gli altri commercianti che hanno le tende sporche. In caso contrario sarò io stesso il primo a portare la discussione in consiglio comunale: questa è una questione che non può più essere rinviata all’infinito» conclude Colasio.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








