Ambientalisti contro l’ampliamento di Luxardo a Torreglia: «Basta consumo di suolo»
Christianne Bergamin: «Simbolo di una visione di sviluppo incompatibile con il contesto dei Colli Euganei». Oltre 700 in protesta a tutela della riserva Unesco

Striscioni colorati, cartelli, musica e cori hanno attraversato questa mattina il centro di Torreglia, trasformandolo in un grande spazio di partecipazione. Oltre 700 persone si sono date appuntamento per dire basta al consumo di suolo “selvaggio” nei Colli Euganei e per chiedere un cambio di rotta nelle scelte di sviluppo che stanno interessando il territorio del Parco.

Una manifestazione partecipata e trasversale, che ha visto insieme associazioni ambientaliste, comitati, cittadini, famiglie e rappresentanti politici, uniti dalla richiesta di maggiore tutela per un’area di valore paesaggistico e ambientale riconosciuta come riserva Mab Unesco.
Torreglia non è stata scelta a caso: qui, infatti, è previsto il progetto di ampliamento dello stabilimento Luxardo. Un intervento di grandi dimensioni su un’area verde che ha acceso il dibattito pubblico.

«È il simbolo di una visione di sviluppo giudicata incompatibile con il contesto dei Colli Euganei. Un progetto che, pur riconoscendo il valore dell’azienda e della sua storia, viene contestato per la collocazione scelta e per l’impatto su un’area delicata e vincolata», spiega Christianne Bergamin, rappresentante delle associazioni ambientaliste, assieme ai portavoce dei comitati cittadini del paese.
La mobilitazione, però, ha voluto allargare lo sguardo anche ad altre progettualità in corso all’interno dell’area Parco. «A Monselice e a Battaglia Terme potrebbero essere costruiti due nuovi supermercati in aree sottoposte a vincoli, con superfici e volumi che deturpano il paesaggio e che sollevano grandi interrogativi sulle scelte urbanistiche all’interno del Parco», sottolinea Claudio Pedron dell’associazione La Vespa. Il messaggio lanciato dalla manifestazione non è una battaglia contro l’impresa o contro lo sviluppo, ma la richiesta di un pensiero diverso, capace di coniugare economia e tutela del territorio.

«I Colli Euganei sono un patrimonio comune che va rispettato e difeso. Per questo chiediamo alle istituzioni di ascoltare i cittadini e ripensare a questi progetti, prima che decisioni irreversibili compromettano definitivamente il paesaggio e l’equilibrio ambientale del Parco», osserva Francesco Miazzi del comitato Lasciateci Respirare. «Da oggi – aggiunge – non sarà più possibile portare avanti impunemente progetti di questo tipo. Gli amministratori locali e del Parco, gli enti e la Regione dovranno fare i conti con i cittadini che hanno dimostrato ancora una volta la determinazione a difendere e tutelare il loro territorio».
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