Turni massacranti nella Rsa: 25 oss minacciano le dimissioni
Maisto (Cisl ): «Situazione insostenibile alla Valgrande di Sant’Urbano. Abbiamo scritto al prefetto»

Organico ridotto, ferie che saltano, malattie sempre più frequenti: una situazione ogni giorno più difficile per le operatrici che lavorano nella casa di riposo Valgrande. E non nuova, ma che si trascina ormai da tempo, tanto che l’umore è allo stremo: in 25 sono pronte a dare le dimissioni. Tutte insieme. A maggior ragione dopo che la cooperativa per cui lavorano e che gestisce la struttura - la Coopselios di Reggio Emilia -, come unica risposta alle loro richieste per condizioni migliori, ha proposto di pagare gli straordinari. Come fosse un omaggio insomma.
Il quadro sta assumendo contorni drammatici e il grido di allarme delle lavoratrici viene raccolto dalla Cisl Fp per evitare che i circa sessanta anziani ospiti della struttura possano pagare le conseguenze di questa situazione. Intanto è già partita una lettera al prefetto al quale è stato descritto lo stato delle cose e soprattutto il rischio delle dimissioni di massa.
«Abbiamo ascoltato nelle assemblee il personale socio sanitario che da anni assicura l’assistenza nella Rsa» sottolinea Franco Maisto, dirigente Cisl Fp Padova-Rovigo, «di mese in mese abbiamo chiamato la cooperativa per sollecitare l’incremento dell’organico e nell’ultimo incontro abbiamo colto purtroppo la totale mancanza di volontà di andare incontro a un gruppo di lavoro allo stremo, che ogni giorno mette anima e cuore, che rientra in servizio ogniqualvolta viene chiamato a coprire ulteriori turni, saltando il riposo. Ora però le forze stanno venendo meno, le malattie aumentano ed è agli sgoccioli anche la pazienza delle lavoratrici».
Le operatrici sociosanitarie dedicate all’assistenza degli anziani lamentano turni sempre più pesanti che non consentono di conciliare lavoro e vita familiare, da sei mesi le malattie non vengono sostituite, con un aggravio della situazione. I numeri descrivono bene la situazione: «Ci sono 60 posti letto» fa notare Maisto, «c’erano 27 oss dedicate un anno fa, oggi sono 25 di cui 3 assenti per malattia lunga. Il cuore del problema che emerge dalle continue segnalazioni delle lavoratrici» riporta il sindacalista, «oltre la loro situazione, è la qualità dei servizi, dall’igiene degli ospiti alle colazioni e tutto il resto. Servono tempo e forze adeguate per garantire un servizio decoroso e attento alle necessità di anziani e fragili».
Il sindacato ha avuto nei mesi scorsi diversi contatti con la cooperativa: «Ci siamo confrontati anche in videoconferenza» conferma Maisto, «chiedendo maggiore interesse verso le dipendenti, per la maggior parte donne e madri che devono attivarsi con mattine e notti e spesso in servizio sotto organico. È una situazione che ormai è ritenuta insostenibile: con questi ritmi, senza nuove assunzioni, si andrà incontro a ulteriore stress e nuove malattie». Le operatrici sono stanche e anche preoccupate per la loro salute oltre per il fatto di rendersi conto che non sono in grado, date le condizioni di lavoro, ad assicurare la migliore gestione degli anziani.
«Per questo stanno valutando di dimettersi e per questo abbiamo inviato una nota al prefetto Giuseppe Forlenza per dichiarare lo stato di agitazione» informa il sindacalista, «denunciando il rischio di interruzione del servizio qualora le lavoratrici dovessero dare le dimissioni in massa, a maggior ragione dopo che come unica proposta è arrivata quella di pagare gli straordinari».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








