«Tutta piazza dei Signori pedonalizzata»: il Comune di Padova punta a chiudere alle auto

Il soprintendente aveva proposto lo stop al traffico in una delle strade, ma per Bressa il modello è piazza Erbe a Verona
TOME' - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - APERITIVO BLINDATO
TOME' - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - APERITIVO BLINDATO

PADOVA. «In realtà noi stiamo ragionando per chiudere entrambe le strade e non solo una». Il riferimento è a piazza dei Signori. Luogo della movida padovana, e dopo Prato della Valle la più rappresentativa piazza della città. Dopo la proposta di chiudere una delle strade tra via Fiume e via San Clemente, presentata dal Soprintendente Fabrizio Magani per svuotare la piazza dell’Orologio di tavolini e bar e metterli più a ridosso dei locali, ieri è arrivata quella dell’amministrazione. «È un po’ che ne parliamo con Magani, ed ho già chiesto al settore Mobilità e al vicesindaco Arturo Lorenzoni se l’idea possa stare in piedi. L’indicazione però è quella di chiudere tutte e due le vie che poi portano alle altre piazze. In questo modo risolveremmo diversi problemi» spiega l’assessore al commercio, Antonio Bressa.

IL PROGETTO

Quello non c’è ancora, perché siamo in fase di ragionamento. L’archetipo però è quello di rendere piazza dei Signori completamente pedonale. Chiudendo alle auto via Fiume e via San Clemente, i tanti locali potrebbero avere i plateatici più vicini, e la piazza resterebbe libera per chi invece vuole godersela interamente e senza slalom tra tavolini e sedie. «Il modello è quello di piazza delle Erbe a Verona dove c’è esattamente questa situazione» prosegue Bressa «e in questo modo potrebbero coesistere i plateatici con il mercato, anziché incrociarsi ogni giorno tra chiusure e aperture, la piazza sarebbe godibile per tutti e la Soprintendenza tutelerebbe il patrimonio artistico». Quello su piazza dei Signori è un vecchio dibattito, che da anni ormai vede protagonisti i commercianti, l’amministrazione, i residenti e le Belle Arti. Da una parte c’è chi vuole vendere, dall’altra chi vuole andare a dormire senza schiamazzi notturni, chi vuole preservare la piazza e chi deve gestire tutte le posizioni. Dopo l’emergenza sanitaria, Comune e Soprintendenza hanno sottoscritto un accordo che permette il raddoppio degli spazi dei plateatici fino al 31 ottobre, in modo da accompagnare il rilancio delle attività. Questo ha fatto sì che la disputa riprendesse: «Siamo ancora lontani da una decisione, ma se si trova la soluzione per la viabilità, coinvolgendo via Manin e via Sauro, lasciando ovviamente aperta via Dante, non vedo molti ostacoli» insiste Bressa.

I RESIDENTI

L’ostacolo potrebbe essere rappresentato invece dai residenti. La maggior parte di loro non vede di buon occhio la presenza di tutti quei locali in piazza, e l’idea di trovarsi i tavoli sotto i balconi potrebbe innescare una loro reazione. Lo stesso Magani lo sa, tant’è che mentre parlava dell’ipotesi chiusura si è fatto scappare una frase sibillina «ma poi ci sono i residenti...». Bressa però sembra ottimista: «Probabilmente la proposta non piacerà, ma se pensassimo a dei plateatici in grado di contenere suoni e rumori, l’idea potrebbe convenire anche a loro. Parlo di strutture, di dehor che sarebbero tutti uguali per l’intera piazza».

APPE

«Perché no». Questa è la risposta di Filippo Segato, segretario provinciale dell’associazione che tutela i pubblici esercizi, che parla a nome di molti baristi e ristoratori della zona. «Per adesso mi pare si stia parlando del nulla, ma se dovesse arrivare una proposta seria siamo pronti a valutarla. Chiudere solo una delle due strade però sarebbe penalizzante per chi poi si troverebbe dall’altra parte, mentre la pedonalizzazione può essere interessante. Permetterebbe di avere i plateatici tutto il giorno, e quindi di far lavorare i locali anche di mattina, offrendo ai padovani e ai turisti l’opportunità di fare colazione in piazza dei Signori. È interessante, ma per ora mi sembra una boutade e tale rimane finché non si progetta».

 

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