Uccise, condannato a 16 anni

David Benjamin ha sgozzato un connazionale. Il giudice: non ha agito da solo

Il 32enne liberiano David Benjamin è stato condannato a 16 anni di carcere (con l’interdizione legale e dai pubblici uffici) per aver concorso nell’ omicidio volontario di Terry Agaga, 35enne nigeriano rifugiato in Italia per motivi umanitari, sgozzato il 20 aprile 2015 con i cocci di una bottiglia all'ingresso del circolo Le Parisien a Camin. Era stato arrestato all'alba del 22 aprile successivo, con i vestiti ancora macchiati di sangue, in un appartamento in via Fanton a Vicenza: Benjamin aveva sempre respinto ogni responsabilità nel delitto, parlando di una banda di africani che avrebbero aggredito la vittima. Ieri il giudizio abbreviato (rito che prevede per legge lo sconto di un terzo della pena) si è chiuso con la sentenza pronunciata dal gup padovano Margherita Brunello. Una sentenza che ha parzialmente recepito la “lettura” di quel delitto sostenuta dal difensore dell’imputato, l’avvocato Andrea Ostellari. Ovvero che all’assassinio di Agaga avrebbero partecipato più persone, anche se il legale ha sempre ribadito l’estraneità del suo assistito.

La sentenza del giudice, comunque, attribuisce a Benjamin una responsabilità condivisa visto che il reato contestato è, appunto, quello di concorso nel delitto, mentre l’originario capo d’imputazione attribuiva l’omicidio in via esclusiva all’imputato. Non a caso, il pm Luisa Rossi aveva chiesto 24 anni di carcere per lui, ritenuto unico assassino. L’avvocato Ostellari aveva fatto acquisire alcune intercettazioni telefoniche in Germania dove il sospettato del delitto (secondo l’indicazione dell’imputato) avrebbe parlato con altre persone, facendo capire che Benjamin non sarebbe il vero omicida. Un sospettato che sarebbe indagato per altri reati nel paese d’oltralpe. Ora c’è attesa per la motivazione della sentenza, pronta n on prima di 60 giorni: è il provvedimento nel quale il giudice spiegherà la ricostruzione dei fatti e le motivazioni che hanno portato alla condanna con la nuova formulazione del reato.

«L’attribuzione del reato in concorso ha aperto nuovi scenari. Abbiamo sempre sostenuto che i fatti erano andati in modo diverso rispetto alla ricostruzione degli inquirenti che non hanno mai sentito o fermato altri soggetti. Tuttavia Benjamin continua a sostenere la sua innocenza e pertanto faremo appello» spiega l’avvocato Ostellari. Il 2 dicembre Benjamin era stato assolto dall'accusa di rapina, violenza privata e lesioni personali aggravate nei confronti di un connazionale. (cri.gen.)

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