Urge un restauro molto costoso l’oratorio non trova un padrone

VIGONZA
Lo storico oratorio di San Gaetano è un monumento a cui tutti tengono molto. Ma adesso che è l’ora di mettere mano al portafogli per restaurarlo nessuno lo vuole riconoscere come proprio, sebbene i testi storici affermino sia della parrocchia di S. Ambrogio mentre per il Catasto il bene è del Comune e come tale è censito, tanto che palazzo Arrigoni ci paga pure le bollette della luce. Uno stallo che non fa altro che peggiorare la situazione della chiesetta, eretta nel Seicento in via Recanati a Pionca, che appartenne alla famiglia Badoer.
Il manufatto necessita di un urgente recupero, ma pare sia indispensabile stabilirne prima la proprietà. Per questa ragione i 20 mila euro che l’assessore alle Manutenzioni Sebastiano Bugno era riuscito a mantenere in bilancio non risultano più disponibili. A essersene presa cura per lungo tempo fu l'Associazione degli ex combattenti che vi mise all’interno le lapidi dei caduti in guerra di Pionca. Purtroppo gli ex combattenti sono tutti morti e la chiesetta, lasciata a se stessa, è diventata pericolosa per la pubblica incolumità. Rischiano soprattutto coloro che la frequentano per devozione. Chi ne risponderà in caso di infortunio? Anni fa l’allora assessore Cesare Paggiaro aveva stanziato 50 mila euro per il suo recupero e promosso una verifica da cui emerse l’incertezza sulla proprietà. Con il cambio di amministrazione, la somma stanziata è scesa a 20 mila ma non ci sarebbero più nemmeno quelli, perché il Comune preferirebbe che la parrocchia se ne assumesse in via definitiva la proprietà preservandone in questo modo l’uso religioso. La retromarcia del Comune ha allarmato la parrocchia e il Comitato di partecipazione frazionale, tanto che l’argomento continua a essere uno dei principali dibattuti sui rispettivi tavoli. «C’è stato un incontro della parrocchia con gli amministratori comunali per capire chi deve prendersi in carico il restauro, ma non ci sono documenti che attestino che la chiesetta sia effettivamente della parrocchia», hanno detto i componenti del Comitato frazionale nell’ultima assemblea, «inoltre la parrocchia non ha la disponibilità economica per far fronte ai lavori».
«Il Comune non si impegna a prendersi in carico il restauro», prosegue il Comitato di frazione, «come fa l’amministrazione a metterci i soldi se non c’è la sicurezza che il bene sia pubblico?». È stato ribadito che a Pionca tutti si aspettano che la chiesetta venga recuperata perché «è il simbolo della frazione». In seno al Comitato frazionale è nata l’ipotesi che il Comune persegua la strada dell’usucapione per arrivare a definirne la proprietà cedendo poi il bene alla parrocchia per fini religiosi. La stessa parrocchia potrebbe poi portare avanti il restauro con i contributi dati alle chiese per le opere di culto. —
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