Ustionato muore dopo sei giorni di agonia

Igino Didonè era stato investito dalle fiamme mentre bruciava la legna nel cortile di casa per eleiminare un vespaio. Lascia la moglie e tre figli
POLETTO - FOTO PIRAN - PIAZZOLA SUL BRENTA - ABITAZIONE USTIONATO
POLETTO - FOTO PIRAN - PIAZZOLA SUL BRENTA - ABITAZIONE USTIONATO

PIAZZOLA SUL BRENTA. Ha lottato per giorni tra la vita e la morte, ma le ustioni che aveva riportato si sono rivelate troppo gravi. E non ce l’ha fatta. Il cuore di Igino Didoné, il settantaquattrenne di Piazzola sul Brenta investito dalle fiamme mercoledì della scorsa settimana, ha smesso di battere per sempre nella giornata di lunedì. Pensionato, lascia nel dolore la moglie Maria, che l'aveva reso padre di tre figli. L’incidente, che si è rivelato fatale, è capitato mentre l’anziano stava bruciando della legna dietro la sua abitazione, pare con l’intenzione di eliminare un vespaio. Il piazzolese, che potrebbe aver usato del liquido infiammabile, è stato investito da una vampata di fuoco. Le fiamme lo hanno ustionato gravemente al volto e al petto, provocandogli scottature di secondo e terzo grado.

Il dramma si è consumato all’esterno dell’abitazione della famiglia, al civico 14 di via Boschi, nella frazione di Boschiera. Sono state le grida disperate del pensionato ad allarmare la moglie, che in quel momento si trovava in casa. La donna, uscendo precipitosamente per capire cosa stesse capitando e portare i primi aiuti al marito, ha subito allertato uno dei figli. Mamma e figlio si sono trovati davanti una situazione straziante: l’uomo era in preda a un dolore lancinante, il volto era completamente bruciato. Subito è partita la chiamata al 118, per cercare di fare il possibile. Nell'abitazione, dopo pochi minuti, sono arrivate a sirene spiegate due ambulanze da Cittadella e dal distretto di Piazzola, mentre da Padova si è alzato in volo l’elicottero del Suem. Considerata la gravità delle ferite, Igino Didoné è stato trasferito d'urgenza all'ospedale cittadino, dove ha ricevuto le prime cure e dove i medici hanno cercato in tutti i modi di salvargli la vita. Fin dall’inizio le sue condizioni sono apparse drammatiche, al punto che i sanitari hanno tenuto la prognosi riservata. Sono stati giorni lunghissimi per i familiari del pensionato, che già in passato aveva dovuto fare i conti con problemi di salute, giorni di dolore e di qualche tenue speranza. Alla fine, dopo sei giorni di agonia, l’anziano è spirato. Ora la moglie Maria e i tre figli stanno preparando l'ultimo saluto e sono in attesa del nullaosta da parte dell'autorità giudiziaria; subito dopo sarà possibile fissare la data del funerale, che sarà celebrato nel duomo di Piazzola sul Brenta.

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