Spacciatore in fuga a Vigonza: agenti aggrediti a calci, pugni e morsi
Il trentenne ha tentato due volte la fuga, aggredendo gli agenti con calci, pugni e morsi. Sequestrati 16 grammi di eroina e 900 euro in contanti. Avviata la revoca del permesso di soggiorno

Ha visto i poliziotti in borghese avvicinarsi, ha capito che la sua rete di spaccio stava per crollare e ha scatenato l'inferno tra le strade di Vigonza.
Un pomeriggio di ordinaria follia e violenza, quello di sabato 27 giugno, che ha portato all'arresto di un trentenne nigeriano, sorpreso dagli agenti della Squadra Mobile durante i controlli a tappeto intensificati dalla questura per il fine settimana.
Tutto è iniziato quando i poliziotti, appostati in un servizio antidroga, hanno notato l'atteggiamento fortemente sospetto dell'uomo, che continuava a fare dentro e fuori dal terrazzino della propria abitazione come se fosse in febbrile attesa di qualcuno.
Quando gli agenti si sono palesati chiedendo i documenti per l'identificazione, il trentenne ha reagito con una violenza inaspettata: una spinta fulminea a uno dei poliziotti e poi la fuga disperata a piedi.
Bloccato dopo pochissimi metri, l'uomo – regolare sul territorio nazionale – ha iniziato a urlare e scalciare con una furia cieca, riuscendo a divincolarsi nuovamente per altri duecento metri. Una volta raggiunto per la seconda volta, la situazione è degenerata in un crescendo di aggressività impressionante: nonostante fosse già stato assicurato con le manette di sicurezza, il pusher si è avventato contro gli operatori colpendoli con calci, pugni e arrivando persino a prenderli a morsi prima di essere definitivamente immobilizzato non senza fatica.
A spiegare i motivi di tanta ferocia è stato il verdetto della perquisizione personale e domiciliare, che ha permesso di scovare e sequestrare 15 involucri di nylon bianco contenenti oltre 16 grammi di eroina, insieme a 900 euro in contanti considerati il provento dello spaccio.
Accompagnato negli uffici della questura, il trentenne è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale, venendo trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa del giudizio per direttissima.
Per l'uomo, peraltro, non si tratta della prima volta, avendo già sulle spalle una condanna risalente al 2022 a un anno e sette mesi di reclusione per reati specifici legati agli stupefacenti.
Un curriculum criminale che ha spinto il questore di Padova, Marco Odorisio, ad attivare immediatamente l'Ufficio Immigrazione per avviare le procedure di revoca del permesso di soggiorno.
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