Vincenzo, l’uomo di Salvatore mai un giorno a verniciare

BAGNOLI. Yassine Lemfaddel, per tutti “Vincenzo”, compare a Bagnoli lo scorso mese di febbraio. Nato a Taurianova (Calabria) conosce Salvatore Allia in carcere. E quest’ultimo, una volta fuori dalla...
Belluco, Ag. Zangirolami. Bagnoli di s..Omicidio e 1 ferito grave alla ditta L. B. di Bagnoli in via Ottava Strada. Nella foto: i mezzi dei CC nascondono il punto dell’omicidio
Belluco, Ag. Zangirolami. Bagnoli di s..Omicidio e 1 ferito grave alla ditta L. B. di Bagnoli in via Ottava Strada. Nella foto: i mezzi dei CC nascondono il punto dell’omicidio
BAGNOLI. Yassine Lemfaddel, per tutti “Vincenzo”, compare a Bagnoli lo scorso mese di febbraio. Nato a Taurianova (Calabria) conosce Salvatore Allia in carcere. E quest’ultimo, una volta fuori dalla galera, decide di metterlo sotto contratto. Un lavoro a termine di qualche mese. Nessuno però l’ha mai visto in fabbrica a verniciare travi d’acciaio. Questo significa che “Vincenzo” faceva altro. Autista? Guardia del corpo? Questo stanno cercando di capire i carabinieri del Nucleo investigativo provinciale, che proprio questa mattina dovrebbero interrogare il marocchino sopravvissuto ai colpi sparati da Benedetto Allia sabato mattina nel capannone di Bagnoli. Dunque il ventinovenne di origini nordafricane, nato in Calabria, era un contatto di Allia-padre. Questi però il 26 maggio scorso torna dietro le sbarre per scontare un nuovo periodo di detenzione. Il figlio, che nel frattempo è tornato dall’Australia, si trova a dover “gestire” i rapporti con questa persona. Una gestione non proprio semplice. Il periodo del contratto finisce e il giovane non intende rinnovare il rapporto di lavoro. Qualunque esso sia.


Proprio giovedì sera, due giorni prima della sparatoria, una persona molto vicina alla famiglia Allia chiede a Benedetto se avesse qualche preoccupazione. Il ventottenne siciliano non esita a rispondere che la sua preoccupazione era “Vincenzo”. Una presenza opprimente e costante. Qualche giorno prima aveva minacciato anche la moglie dello stesso Salvatore Allia, che aiuta il marito nella gestione delle aziende.


La chiave di questo giallo sta quindi nelle pieghe della vita di Salvatore Allia, in quella famiglia finita più volte sotto indagine. C’è un omicidio che risale a una quindicina di anni fa, quello del pierre Paolo Grubissa, ucciso con un colpo di pistola proprio da Salvatore Allia.


Fabrizio Allia, suo fratello, venne accusato di aver costretto «con metodi mafiosi» un imprenditore a nascondere il corpo dell’uomo assassinato. Sempre Fabrizio Allia venne raggiunto anche da un avviso di garanzia nell’ambito delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste per fare piena luce non solo sull’omicidio, ma anche su un traffico di armi dall’ex Jugoslavia e su un giro di droga e di danaro sporco.


I risvolti su cui fare luce sono ancora molti. L’indagine è tutt’altro che chiusa. La prova è che “Vincenzo”, teoricamente vittima della sparatoria di Bagnoli, è tuttora piantonato in ospedale dai carabinieri.


Enrico Ferro


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