Zanonato alla Festa dell’Unità di Padova: «Vorrei un Pd meno timido»
L’ex sindaco torna nel partito: «Ogni euro speso per un proiettile è tolto alla sanità, ogni milione di euro tolto per la scuola, per darlo alle armi, è tolto alla scuola». Presente anche Laura Boldrini, Virginia Libero e Marco Mascia

Flavio Zanonato torna sul palco della Festa dell’Unità e lo fa dopo settimane segnate dalle sue critiche al Partito Democratico. Una presenza, quella dell’ex sindaco di Padova ed ex ministro, che ha dato un peso politico particolare al dibattito di martedì 8 settembre al parco Milcovich, all’Arcella, dedicato alla politica globale e alle ipotesi di riarmo.
Con lui Laura Boldrini, la segretaria dei Giovani democratici Virginia Libero e il professor Marco Mascia, per discutere di guerre, diritto internazionale, spese militari e del ruolo che la sinistra può giocare nel mondo.
Schlein schierata ma timida
Ed è proprio Zanonato, protagonista per decenni della sinistra padovana, a riportare il confronto dentro il Pd. L’ex sindaco parte da un tema sociale: le destre, sostiene, riescono a intercettare il malcontento contrapponendo le spese militari a quelle per i servizi.
«Ogni euro speso per un proiettile è tolto alla sanità, ogni milione di euro tolto per la scuola, per darlo alle armi, è tolto alla scuola». Un terreno sul quale, secondo Zanonato, i democratici dovrebbero avere maggiore coraggio: «Mi piacerebbe un Pd che su questi temi non dice soltanto, e Elly Schlein lo so che è d’accordo, non dice soltanto timidamente delle cose, ma mette in moto un forte movimento popolare».
Parole che assumono un significato particolare proprio in città, dopo i recenti interventi pubblici con cui Zanonato ha contestato la linea del partito. E dal palco della festa arriva anche la richiesta di recuperare un’identità politica più netta.
Rilanciare i valori
A raccoglierla è l’ex presidente della Camera Boldrini, che non risparmia un’autocritica al centrosinistra. «Mai e poi mai fare la destra. Se facciamo la destra, come purtroppo è accaduto in passato, vincerà sempre l’originale». E aggiunge: «Noi siamo la sinistra e come tali ci dobbiamo comportare, rilanciare i principi, i valori». Ancora più esplicito il giudizio sulla storia recente dei democratici: «C’è stato un tempo in cui il Pd ha preso la strada sbagliata», abbracciando una globalizzazione senza «argine né correttivo», con l’effetto di aumentare le diseguaglianze.
Il dibattito ha avuto anche un risvolto strettamente padovano. Virginia Libero ha ricordato il progetto del Museo nazionale della pace e dei diritti umani, al quale hanno lavorato anche Mascia e Boldrini e che, ha sottolineato la segretaria cittadina, è stato «fermato non a caso dal ministero di questo governo». Un tema che lega la discussione internazionale alla vocazione di Padova, città universitaria e sede di una lunga tradizione di studi e iniziative sui diritti umani.
Dal professor Mascia è arrivato invece l’allarme: «Siamo sull’orlo del precipizio», ha avvertito, indicando nell’Onu l’istituzione nata per prevenire le guerre ma oggi «fuorigioco».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








