“Latin Lover” ovvero perché amare una lingua più viva che mai

È in forma smagliante il Mino Milani (foto) di “Latin Lover, detti latini per tutte le occasioni”, appena pubblicato per Einaudi Ragazzi. E saltella, tra un detto e un disegno, per un centinaio di...

È in forma smagliante il Mino Milani (foto) di “Latin Lover, detti latini per tutte le occasioni”, appena pubblicato per Einaudi Ragazzi. E saltella, tra un detto e un disegno, per un centinaio di pagine. Tra le parole del veterano dei libri per ragazzi, le illustrazioni di Sara Not e la saggezza dei latini, “Latin Lover” appare fin da subito una piccola grande guida alla vita e ai suoi motti che, anche per chi non lo sa, hanno spesso origini molto lontane. A chi sostiene che il latino è una lingua morta, Mino Milani, all’età di 90 anni, risponde a tono e a ragione. In fondo, dopo più di 2000 anni, possiamo ancora alzare i calici augurandoci ad maiora, rassegnarci davanti a una dura lex sed lex e risollevare un po’ il cuore con un inatteso dulcis in fundo. Questo libro è quindi la dimostrazione che il latino non è una materia lontana e per pochi, ma ha un valore ancora oggi, per tutti, e può essere anche molto divertente.

Come spiegarlo a chi parla senza riflettere? Ecco la risposta a spada tratta di Milani: cogito ergo sum. «E per dimostrare che è giusto» scrive l’autore «ricordiamoci che ci fu un tale che sosteneva fosse meglio dire il contrario e cioè: sono, dunque penso. Eh no! Purtroppo sono tantissime persone che sono (vale a dire che sono al mondo), ma non pensano affatto. Molti fanno così, e che cosa credono sia la vita? Far passare gli anni senza credere, scegliere, pensare nulla? Troppo poco, no?».

E dice bene Mino Milani, premio speciale della giuria del Premio Andersen nel 2017, perché ha senso giocare, fin da bambini, con la lingua della nostra infanzia culturale. Ciò che infatti riesce a durare nel tempo lo fa proprio perché un particolare valore continua ad essergli attribuito. Perché, di generazione in generazione, c’è sempre qualcuno che pensa: questa cosa è bella, è forte, è vera. Lo sa Milano, per la vastissima produzione che ha accompagnato e accompagna da sessant’anni la crescita delle nuove generazioni. Appassionato amante del latino, riesce a dar mostra di sé in 40 vivide espressioni latine ancora in uso. E lo sa bene anche Sara Not, l’illustratrice che rianima questi detti da lingua non morta, semma tramortita. Leggete il latino, sembrano dire le pagine di “Latin Lover”. E se proprio servisse un motivo in più per farlo, leggetelo perché verba volant, scripta manent.

Roberta Durante

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