Loreggian, cuore padovano nel successo di “Moby Dick”

PADOVA. «Una bella sorpresa, non ci aspettavamo di far breccia con un progetto presentato da una produzione appena nata, ma credo che molto abbiano fatto il tema, il talento di Kasia e lo stile del regista». Così il padovano Diego Loreggian, originario di Monselice, classe 1982, racconta la vittoria dei Nastri d’Argento 2017 per il miglior corto italiano dell’anno con “Moby Dick”, che nel frattempo ha vinto anche il Giglio d’argento al Festival Valdarno Cinema Fedic per la miglior fotografia. Da lui prodotto con Time Film, regia di Nicola Sorcinelli e Smutniak protagonista, il film ha cominciato un percorso nei festival, per venire trasmesso in chiaro, a settembre, su Mediaset Premium. «L’abbiamo girato in tre giorni, anzi tre notti, in mare aperto, quasi sempre con la pioggia, in condizioni difficili, a fine di settembre. Eravamo a Bisceglie, in Puglia, dove c’è anche il centro di accoglienza e i profughi hanno preso parte alle riprese».
“Moby Dick” racconta, in tredici minuti, la storia di due giovani donne, Kasia Smutniak - «che ha subito accettato, credendo fortemente nel soggetto» - madre che cerca di cambiare il proprio destino a bordo di un peschereccio, appunto il Moby Dick, e una clandestina, Martina Sammarco, attrice di origini africane, già vista in “Lampedusa”. Due viaggi paralleli che arrivano a sovrapporsi letteralmente, alla ricerca di una salvezza impossibile, a dispetto di un naufragio quasi certo. Cruciale aver affidato l’intenso ruolo della madre, pronta a compiere un gesto estremo per il figlio, alla Smutniak.
A montare il corto un altro padovano, Davide Vizzini: «Volevo coinvolgerlo in un mio progetto, e Davide si è trovato subito alla perfezione con Sorcinelli» dice il produttore. Nel progetto sono presenti anche, in fase di sound design, Tommaso Ermolli di Pernumia, e Angela Salmaso, padovana, per il montaggio del trailer. Una storia di fortissima attualità: «L’idea è quella di dare una dimensione umana a due realtà che si incontrano per motivi diversi sulla stessa tragica linea di confine, il Mediterraneo» prosegue Loreggian «dietro alla tragedia visibile dei naufragi, esistono anche persone invisibili, come Bianca-Kasia che cerca di aiutare i migranti nella traversata, lasciando allo spettatore decidere quale sia il suo vero ruolo. Questo corto rappresenta uno stato d’animo che mi riporta dall’altra parte, una sensazione che ho trasmesso anche agli altri coproduttori: Luca Degani, Pietro Malegori e soprattutto Daniele Zambelli di Simmetrico Cultura. E insieme a Simmetrico stiamo lavorando a una grande mostra dedicata a Che Guevara che verrà inaugurata a Milano a dicembre, alla presenza del figlio Camilo Guevara, cui seguiranno un docu-film e una pièce teatrale che toccherà più città d’Italia. In ambito cinematografico, il mio prossimo progetto è la trasposizione cinematografica di “There” di Leonardo Patrignani, un dramma psicologico, con alcuni aspetti paranormali sul quale stiamo lavorando alla sceneggiatura».
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