Il cantante moldavo, 'l'Eurovision è un'enorme festa che unisce i popoli'

(di Mauro Maloberti) (ANSA) - VIENNA, 14 MAG - Energia, identità culturale e voglia di unire l'Europa attraverso la musica. È questa la visione di Satoshi, artista moldavo protagonista dell'Eurovision Song Contest con il brano Viva Moldova. In un'intervista all'ANSA, il cantante ha raccontato il significato della sua musica, il legame con la cultura giapponese e il lungo percorso che lo ha portato fino al palco europeo più importante. Parlando di Viva Moldova, Satoshi ha spiegato che il brano è nato con uno spirito profondamente internazionale. L'obiettivo era creare qualcosa capace di coinvolgere culture e Paesi diversi, proprio come accade all'Eurovision. "Per me lo spirito dell'Eurovision è questo: qualcosa che appartiene a tutti e che fa sentire le persone unite". L'artista ha sottolineato come la manifestazione rappresenti una straordinaria occasione di scambio culturale. Attraverso la musica, infatti, ogni Paese può condividere la propria identità, le proprie tradizioni e la propria energia con milioni di persone. "Volevo creare un grande inno da festa, capace di far vibrare un'arena ma anche di trasmettere un messaggio culturale a tutto il continente". Uno degli aspetti più curiosi della sua personalità artistica è il nome d'arte "Satoshi", ispirato al suo forte interesse per il Giappone. La passione per la cultura giapponese nasce durante l'adolescenza, grazie a documentari e vlog scoperti online. Satoshi racconta di essere sempre stato attratto dalla storia, dalla geografia e dalle diverse culture del mondo. Del Giappone lo colpisce soprattutto la capacità di far convivere tradizione e modernità. "In Giappone convivono filosofia antica, tecnologia ultramoderna, anime, colori, cibo e arte. Tutto è in contrasto, ma allo stesso tempo in armonia". E ha aggiunto anche un paragone inaspettato: "I giapponesi sono un po' gli italiani dell'Asia: amano il buon cibo, la moda e le auto sportive". Il percorso musicale di Satoshi inizia molto presto. Da adolescente, insieme ai suoi amici, fonda una band rock nella città di Cahul, nel sud della Moldova. "La grande ispirazione? I Linkin Park". Autodidatta alla batteria, Satoshi studia grazie alle lezioni gratuite online, poiché nella sua città non c'è una scuola dedicata allo strumento. Dal 2012 al 2020 suona come batterista in diverse band rock, mentre continua parallelamente a scrivere testi personali. Oggi compone e interpreta esclusivamente brani scritti da lui. "Voglio che le mie canzoni mi rappresentino davvero. Voglio essere sincero e raccontare qualcosa di autentico". Per l'artista, rappresentare la Moldavia all'Eurovision ha un significato speciale, soprattutto per un Paese piccolo. "Più piccolo è il Paese, più l'Eurovision diventa importante". Secondo Satoshi, il contest offre a nazioni meno conosciute la rara opportunità di ottenere attenzione internazionale e mostrare il proprio potenziale umano e culturale. Infine, il cantante ha confermato di essere già al lavoro su un nuovo album, un progetto che considera molto importante e che vuole sviluppare senza fretta. "Non voglio fare qualcosa solo per l'hype. Voglio creare un lavoro che possa restare nel tempo". L'intervista si è conclusa con un caloroso messaggio dedicato al pubblico italiano, salutato con entusiasmo e con la promessa di tornare presto in Italia per un concerto. Un artista autentico, curioso e profondamente legato alle proprie radici: Satoshi porta all'Eurovision non solo una canzone, ma una vera idea di unione culturale attraverso la musica. (ANSA).
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