Trieste e Gorizia celebrano la liberazione dall'occupazione jugoslava

(ANSA) - TRIESTE, 12 GIU - Il 12 giugno del 1945 i partigiani di Tito - le truppe del IX Corpus dell'Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia - che il 1 maggio avevano occupato Trieste proclamandone l'annessione alla Jugoslavia, lasciarono la città in base agli accordi di Belgrado siglati tre giorni prima, il 9 giugno 1945. Abbandonarono Trieste (e Gorizia) lasciandosi dietro una scia di terrore di cui molto raramente si parla nelle due città. Fu praticamente uno degli ultimi capitoli del variegato album di orrori che caratterizzò la Seconda Guerra mondiale. Oggi, come ogni anno, viene celebrata la liberazione con un evento in Comune a Trieste cui è seguita l'ammainabandiera in piazza Unità d'Italia e una serie di iniziative cui partecipano le autorità locali che si conclude con l'ammainabandiera, nel pomeriggio. Oggi gli assessori regionali nelle due città hanno sottolineato la necessità di "tramandare la memoria" di quei tragici eventi, segnalando che "questa ricorrenza è stata introdotta con eccessivo ritardo dalle istituzioni, ma fortunatamente l'Amministrazione comunale di Trieste ha saputo colmare tale lacuna, istituendo una data simbolo per la nostra città e per l'intera regione". Parlando di questa "pagina fondamentale della nostra storia" hanno evidenziato che con il "sacrificio dei morti, dei deportati e di quanti hanno sofferto nelle tragedie che hanno segnato queste terre, dobbiamo ricordare il valore che li ha sostenuti: l'amore per la Patria" che "non appartiene solo al passato, ma deve continuare a vivere nella coscienza collettiva del nostro Paese". (ANSA).
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