Ritorna la neve sui Colli, fine settimana sottozero

Scattano i piani per affrontare l’emergenza strade e per i senzatetto

PADOVA. Ci siamo, l’avvisaglia si è avuta ieri con la temperatura che si è sensibilmente abbassata, le cime più alte degli Euganei che si sono imbiancate e una pioggia a tratti ghiacciata caduta per buona parte della giornata.

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Dall'alba, com'era previsto, nevica anche a Bologna. Il Comune, che aveva gi?? definito la strategia di intervento, spiega che nella notte 40 mezzi hanno sparso circa 100 tonnellate di sale sulle strade della citt??, a cominciare dalle collinari Bologna, 3 febbraio 2018. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Ma il peggio deve ancora arrivare con un freddo record e la giornata più glaciale che dovrebbe essere martedì. Per i meteorologi l’aria fredda proveniente dall’area siberiana arriverà “prepotente” nel weekend e si esaurirà a metà della settimana prossima. Sarà tra le peggiori perturbazioni (in termini di rigidità delle temperature) degli ultimi 25 anni.

Neve sui Colli. Lame spartineve in azione ieri mattina su alcune strade dei Colli Euganei dove la coltre bianca a metà mattinata aveva raggiunto lo spessore di circa 15 centimetri.

I primi fiocchi bianchi sono scesi alle prime luci dell’alba in tutta la parte alta del comprensorio del Parco. Dal valico del Roverello sopra l’abitato di Galzignano Terme alle sommità dei colli Venda, Madonna, Rua e Baiamonte. Fiocchi misti a pioggia fino alla tarda mattinata anche nelle località collinari di Calaone, Bagnara Alta e sul Vendevolo.



Nessun disagio per gli automobilisti e per gli abitanti del posto, eccezion fatta per le 7/8 famiglie che si trovano lungo la strada militare che da Castelnuovo porta all’ex base militare dell’aeronautica del Primo Roc sul Venda, che a metà mattinata hanno chiesto all’ufficio tecnico del comune di Teolo l’intervento dello spartineve.

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Impossibilitati a muoversi con la macchina i componenti la famiglia Pivato che abitano nella storica casa Brombolina, la più alta residenza del Parco Colli che si trova a oltre 500 metri di quota a ridosso del corpo di guardia dell’ex base militare della Nato. La neve in quel posto intorno all’ora di pranzo aveva raggiunto i 20 centimetri.



Qualche difficoltà l’hanno avuta anche coloro che dovevano raggiungere in auto il santuario dei monaci benedettini del monte Madonna, a 550 metri di quota. Non è mancato, come succede quasi sempre in queste occasioni, il via vai di curiosi e di amanti della fotografia disposti a muoversi anche a piedi nella coltre bianca per catturare qualche immagine da fiaba. In serata, in previsione di un’ulteriore nevicata e delle gelate nel corso della notte alcune amministrazioni comunali e la stessa Provincia hanno provveduto a far intervenire sulle strade, soprattutto quelle di collina, i mezzi spargisale o ghiaino.

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Emergenza freddo in città. A Padova l’amministrazione comunale si sta preparando ad affrontare l’ondata di gelo sui due fronti più difficili: la viabilità e il sociale.

Per quanto riguarda la pulizia delle strade in campo c’è l’assessore alle manutenzioni Andrea Micalizzi, che in queste ore vive costantemente “appeso” al radar-meteo comunale. «La situazione è stabile e nelle prossime ore non è previsto un abbassamento delle temperature. Se resteranno tra 1 e 3 gradi non è necessario gettare il sale, anzi è proprio inutile – sottolinea il giovane amministratore – Nel fine settimana è in programma un abbassamento delle temperature ma ancora non sappiamo se accompagnato da nevicate».

Colli Euganei, nevica sopra i 500 metri
Monte Venda, foto Valentino Turetta


L’allerta del settore manutenzioni resta comunque alta. Il “piano neve” è attivo dallo scorso dicembre: in deposito ci sono 15 mezzi spargisale, tutti monitorati e dotati di gps, che hanno cinque percorsi prestabiliti in cui intervenire. In più ci sono le “lame” dei privati che possono entrare in funzione come spazzaneve. «La neve si può prevedere con una buona probabilità con due giorni di anticipo. E noi nel giro di un’ora e mezzo siamo in grado su buona parte della viabilità cittadina», spiega Micalizzi.

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Sull’altro versante, l’emergenza freddo spaventa per i senza tetto e le persone costrette a dormire in strada. Ad occuparsene, in questo caso, è l’assessore al sociale Marta Nalin, che ha allertato le strutture del privato sociale che collaborano con l’amministrazione: «Abbiamo chiesto la proroga di alcuni servizi dell’accoglienza invernale per rispondere a questa ondata di gelo – spiega – Stiamo facendo le ultime verifiche ma i posti letto disponibili sono tutti confermati. L’attenzione comunque resta alta finché non torneranno temperature accettabili».


 

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