Ascopiave, scontro totale privati di Plavisgas al Tar

Mossa di Malvestio pochi giorni dopo l’altolà di Amber. Esposti alla Corte dei conti Contestata la linea dei Comuni trevigiani: illegittima la fusione della holding in Tlc
TOME' TREVISO CARCERE SANTA BONA, INTERROGATORIO SUGLI APPALTI AI LAVORI PUBBLICI , IN FOTO L'AVV. MASSIMO MALVESTIO CARCERE DI S. BONA INTERROGATORIO SUGLI APPALTI AI LAVORI PUBBLICI
TOME' TREVISO CARCERE SANTA BONA, INTERROGATORIO SUGLI APPALTI AI LAVORI PUBBLICI , IN FOTO L'AVV. MASSIMO MALVESTIO CARCERE DI S. BONA INTERROGATORIO SUGLI APPALTI AI LAVORI PUBBLICI

TREVISO. Scontro totale in Asco fra i privati e la linea della Lega, più ancora che con Pd, e forzisti e centristi, rimasti in mezzo al guado. La Plavisgas, cordata di imprenditori veneti guidata da Massimo Malvestio e Oscar Marchetto (con l’ 8,62% della casa madre Ascoholding, e un posto in Cda nella quotata Ascopiave) è pronta ad adire le vie legali su tutti i provvedimenti che i Comuni soci ed eventualmente Ascoholding prenderanno per evitare gli effetti della riforma Madia, in particolare la fusione della casa madre nella Tlc, controllata delle telecomunicazioni. I ricorsi al Tar sono scontati, ma ci saranno esposti alla Corte dei Conti.

Lo avrebbe fatto capire Massimo Malvestio in una riunione con i soci. E un aneddoto la dice lunga su quanto siano convinti gli imprenditori veneti, i soci del territorio: c’è chi, a livello legale, intravede persino spiragli di natura penale, nella scelta di aggirare la Madia. «Ma non vogliamo nemmeno entrarci», avrebbe detto Malvestio, «Tar e corte di Conti ci daranno ragione su tutta la linea: ci sono già sentenze che parlano». E che questo avvenga negli stessi giorni in cui il fondo Amber (quasi il 5% in Ascopiave), attacchi in una lettera ufficiale al cda la gestione del colosso di Pieve di Soligo, lamentando l’«ingerenza dei politici» e chiedendone l’allontanamento dalla cabina di regia, è la riprova che si è rotto, a Pieve, il grande patto politico finanziar-territoriale, che pure era granitico solo un anno fa.

A tutti i 91 Comuni soci della Holding arriverà un atto di indirizzo di Plavis Gas, in cui la società si oppone alla fusione con Tlc, e avverte i Comuni che ricorrerà alle vie legali impugnando le delibere in tal senso (da approvare entro il 30 settembre). Né i soci veneti (Malvestio, Marchetto di Simec, i De Bortoli di Db Group, i fratelli Codognotto dei trasporti speciali, gli Stefanato di Sfem, Dal Mas di Cometa srl) si fermano qui. Hanno un parere legale pro veritate, del professor Vittorio Domenichelli, che demolirebbe «l’impianto» del parere legale dell’avvocato Simone Rossi (studio Macchi di Cellere Cangemi, a Verona) sulla cui base la holding ha optato, con la Lega, per la fusione in Tlc, evitando quella suggerita dalla legge Madia, la fusione inversa con la quotata, cioè Ascoholding in Ascopiave. «Il disegno societario su cui i vertici stanno facendo quadrato è illegittimo», è la tesi di Plavisgas. Più volte, in questi giorni, Malvestio & co. hanno rilanciato il modello Iren, colosso del Nordovest; la fusione nella quotata. Quella che garantirebbe, per gli imprenditori, «ai Comuni sia il controllo del territorio che i flussi dei dividendi».

C’è un messaggio che Plavisgas vorrebbe dare ai Comuni soci: «Gli obiettivi di Plavisgas e dei sindaci sono gli stessi: buona gestione, per creare dividendi». Di mezzo, il caso Zugno, il cui ticket con il dg Roberto Gumirato in Ascopiave non era più gradito a Lega e Fi. E la spaccatura su Ascotrade, difesa da Lega e Fi, non più dal Pd, alleatosi con i privati nel ritenere strategica una sua cessione: affare da 400 milioni per la casse di Asco. L’insediamento di Busolin, uno degli Zaia Boy, al timone del ramo commerciale, e il diktat di Lega e Fi («La Trade non si tocca») è stato troppo per i privati, che hanno accusato Lega e Fi di «far poltronificio». E Amber contesta lo stesso profilo di Busolin, ritenuto «inadeguato».

Plavisgas non era allineato alla finanza pura di Amber: ma ora la linea dura della Lega, sposata da Fi e da mezzo Pd ha compattato i privati. Guerra finanziaria? Non solo. Quando si parla di Asco, si parla dell’ultima cassaforte pubblica per la Marca.
 

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