Droga e soldi falsi, Riina jr via dal Veneto

Indagato per associazione a delinquere: al figlio del “boss dei boss” tolta la libertà vigilata, lo aspetta una casa di lavoro a Vasto
PADOVA. Pochi giorni fa era stato protagonista di un lungo viaggio da Padova a Corleone con tappa a Parma (e poi viceversa) per accompagnare il papà-boss fino al camposanto. Un viaggio (al cimitero) che le famiglie di tante vittime (spesso innocenti) dello stragismo mafioso propugnato da Riina senior erano state costrette a fare per decenni tra lacrime, dolore e rabbia. Ieri, intorno alle 19, ha ripreso il cammino lontano da Padova Giuseppe Salvatore Riina, noto come Salvuccio. Fine della pacchia e spedizione con raccomandata in una casa di lavoro per un anno. La destinazione? Vasto, in Abruzzo, in una struttura destinata “a internati per reati di associazione mafiosa o camorristica che stanno insieme a detenuti affetti da gravi patologie psichiatriche”, si legge nel sito del Ministero della Giustizia. Il provvedimento che aggrava la misura di sicurezza a carico del figlio 40enne del boss (dalla libertà vigilata alla casa di lavoro) è stato firmato dal giudice di Sorveglianza di Padova, Linda Arata, e notificato ieri intorno a mezzogiorno all’interessato e al suo difensore, l’avvocato vicentino Francesca Casarotto. La struttura, invece, è stata scelta dal Dap (il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria).


Padova, la città di Sant’Antonio, e Riina jr, il rampollo del capo dei capi: fine della storia. E del “volontariato” nell’onlus “Famiglie contro l’emarginazione”. È il dicembre 2007 quando il giovane Riina viene condannato a 8 anni e 10 mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso. Passa anni tra carcere e misure di prevenzione. Di nuovo libero (ma ancora sotto sorveglianza speciale), il 23 febbraio 2012 il tribunale di Palermo lo autorizza a trasferirsi a più di mille chilometri, nella città del Santo, dove arriva il 14 aprile. Scaduta la misura di prevenzione, è applicata la misura di sicurezza della libertà vigilata. Ma i paletti che limitano il suo campo d’azione Riina jr li butta via uno dopo l’altro. Alcuni mesi fa viene trasmessa al tribunale di Sorveglianza una relazione della Dda di Venezia (Direzione distrettuale antimafia) sugli “incontri proibiti” di Salvuccio, già pubblicati dal
Mattino di Padova
il 3 febbraio 2017. Incontri con pregiudicati che avvengono nel quartiere dell’Arcella fotografati dall’Aliquota operativa della compagnia carabinieri di Padova (allora comandati dal tenente Luca Bordin con il capitano Vito Franchini) che, per primi, avevano spedito un’informativa a Venezia dove è aperta un’inchiesta a carico di Riina junior (fascicolo n.6119 del 2016): è indagato per associazione a delinquere finalizzato allo spaccio di stupefacenti e di banconote false, reati commessi tra l’1 maggio 2014 e il 30 novembre 2014. Nel 2016, quando pubblica il libro sul padre ed è ospite nel “salotto” di Porta a Porta (RaiUno), Salvuccio è controllato. E si scopre che si fa beffe di orari imposti e di frequentazioni vietate. Va alla ricerca di spacciatori per comprarsi la cocaina di notte e di giorno e fa festini. In un’occasione è beccato alle 5 di mattina mentre accompagna alla navetta per l’aeroporto la fidanzata. E le ordinazioni agli spacciatori di fiducia (tunisini) le fa al telefono. Secondo il giudice Arata si tratta di gravi e non occasionali violazioni. Riina si difende. Nell’udienza del 23 novembre ammette: «Prendevo cocaina per gestire lo stress ... La mia vita è cambiata nell’ultimo mese». I recenti lutti familiari (la morte di una zia e quella del padre) lo avrebbero convinto a non dare più dolori alla mamma.


E per accreditare il cambiamento, si presenta al Sert di Padova per un monitoraggio delle urine dal 25 ottobre al 10 novembre. Esito negativo. Impossibile, però, l’esame del capello: Riina è stato dal barbiere e la lunghezza nella zona della nuca (l’area idonea) risulta insufficiente. Il giudice non ha dubbi: sostituzione della libertà vigilata con la misura(detentiva) della casa di lavoro per un anno. La vita è un viaggio. E, per Riina jr, il nuovo viaggio è appena cominciato.


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