Cicap Fest 2026, inaugurazione a Padova: scienza, politica e cittadini al centro

Inaugurata nell’aula magna del Bo la nona edizione del Cicap Fest. Da Lorenzo Montali a Enrico Giovannini, passando per l’astronauta Luca Parmitano, il confronto sui rischi delle pseudoscienze, il futuro tecnologico e il ruolo della conoscenza nelle decisioni pubbliche

Flavio Centamore
Cicap Fest 2026
Cicap Fest 2026

Un confronto sul rapporto tra scienza, politica e cittadini, per capire come trasformare le conoscenze scientifiche in strumenti capaci di orientare le decisioni pubbliche e affrontare le sfide del futuro.

È questo il filo conduttore dell’inaugurazione della nona edizione del Cicap Fest, che si è svolta ieri pomeriggio nell’aula magna del Bo. A fare gli onori di casa il prorettore vicario dell’università, Antonio Parbonetti, che ha richiamato l’eredità di Galileo e del metodo scientifico: «Per conoscere bisogna guardare, osservare, analizzare, studiare, perché la spiegazione più immediata non sempre è quella giusta». Da qui l’importanza della divulgazione: «Dopo che abbiamo generato conoscenza, bisogna anche renderla accessibile a tutti».

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Un incontro del Cicap al Padova

Il vicesindaco Antonio Bressa ha sottolineato il legame tra la città e la manifestazione: «Siamo veramente orgogliosi di questo festival».

E ha ricordato la necessità di «arginare derive irrazionali, antiscientifiche che purtroppo si diffondono nei media, nella nostra società», ribadendo il ruolo della politica nella difesa della ricerca. A delineare il significato dell’edizione 2026 è stato Lorenzo Montali, presidente del Cicap. «Quando parliamo di salto in avanti e in alto parliamo della possibilità che i salti che facciamo ci proiettano verso condizioni di futuro migliori».

Ma esiste anche il «salto nel vuoto o salto nel buio», metafora dei rischi connessi ai cambiamenti tecnologici. Montali ha denunciato la diffusione delle pseudoscienze, soprattutto quando trovano legittimazione nelle istituzioni, citando casi legati al negazionismo climatico e alle pratiche prive di fondamento scientifico.

«Più cresce lo sviluppo scientifico e tecnologico, più avremo bisogno di competenze, in particolare da parte delle persone che decidono», ha ricordato richiamando Carl Sagan. Durante l'inaugurazione è stata inoltre presentata la medaglia del Presidente della Repubblica conferita alla manifestazione. Tra gli interventi quello di Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS, che ha illustrato i ritardi nell’attuazione dell’Agenda 2030.

«Siamo spaventati. Certo che siamo spaventati», ha esordito descrivendo le crisi internazionali. Secondo i dati presentati, l’Italia rischia di non raggiungere il 58% degli obiettivi quantitativi previsti. «I nuovi strumenti anti povertà non stanno funzionando», ha osservato, ricordando i 5,4 milioni di persone in povertà, tra cui 1,1 milioni di minori. All’inaugurazione ha partecipato anche l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea Luca Parmitano, in collegamento da Houston. Tra i protagonisti del confronto anche Marco Cappato, esponente dell'associazione Luca Coscioni, intervenuto nel dibattito sul rapporto tra conoscenza scientifica, scelte politiche e diritti dei cittadini. Cicap Fest che proseguirà fino a domenica con circa cento appuntamenti e oltre 150 ospiti.

 

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