Naso, orecchie e pancia: attenzione ai raggi Uv per i vostri pet
L’esposizione al sole mette a rischio cani e gatti a pelo bianco e chiaro. La convinzione che la pelliccia sia uno scudo totale è un mito da sfatare. Fondamentale è utilizzare solo protezioni formulate appositamente per loro

L’estate porta con sé sole, giornate all’aperto e purtroppo un pericolo spesso sottovalutato: le lesioni dermatologiche da raggi Uv negli animali da compagnia. Esattamente come noi, cani e gatti possono scottarsi, sviluppare dermatiti solari e, nei casi più gravi, neoplasie cutanee.
I più a rischio
La convinzione che la pelliccia sia uno scudo totale è un mito da sfatare: la protezione dipende drasticamente dalla densità, dal colore del mantello e dallo spessore della cute. I candidati ideali per una scottatura (eritema) si dividono in categorie precise, accomunate dalla scarsità di melanina o dalla carenza di barriera pilifera.
Animali a pelo bianco o chiaro: cani (come Dogo Argentino, Bull Terrier, Boxer bianchi o maltesi che hanno pelo lungo ma poco sottopelo) e gatti bianchi hanno una pelle rosa geneticamente priva di pigmento protettivo. Razze con pelo naturalmente corto o soggetti tosati eccessivamente in estate perdono il filtro fisico contro i raggi Uv.
Zone vulnerabili
Anche nei soggetti più villosi, il naso (tartufo), i margini auricolari, l’addome (specie se amano dormire a pancia in su) e le aree con cicatrici o diradamenti patologici sono costantemente esposti.
Nei felini bianchi, l’estremità delle orecchie e il naso sono bersagli critici. L’esposizione cronica in queste zone evolve frequentemente dalla dermatite solare al “carcinoma squamocellulare”, un tumore maligno, infiltrante e fortemente erosivo. Nei cani, l’eritema solare cronico può invece sfociare in cheratosi attiniche o emangiomi.
Prevenire il danno attinico è nettamente più semplice ed efficace che curarne le conseguenze.
Ecco le linee guida fondamentali: evitare il picco solare, ovvero imitare le passeggiate e l’esposizione in giardino tra le 11 e le 16; applicare solari specifici ad alta protezione per uso veterinario (Spf 30 o superiore) sulle zone depigmentate o glabre.
Fondamentale è utilizzare solo prodotti formulati per animali. I solari umani contengono spesso ossido di zinco o salicilati, sostanze altamente tossiche per cani e gatti se ingerite tramite leccamento. Per i cani fortemente a rischio o già affetti da patologie cutanee, esistono in commercio indumenti leggeri dotati di filtri Uv integrati.

No alle tosature estreme
Il pelo isola sia dal caldo sia dal sole. Accorciarlo va bene, rasare la cute a nudo è rischioso.
Se l’animale mostra i segni tipici della scottatura - cute arrossata, calda al tatto, dolente, talvolta accompagnata da desquamazione o piccole vesciche - è necessario agire tempestivamente rinfrescando tramite applicazione di impacchi freddi (non gelati) con acqua dolce o infusi di camomilla per lenire l’infiammazione locale; idratare la cute, se la pelle è integra, si può applicare del gel di aloe vera puro al 100%, privo di profumazioni, per favorire la rigenerazione.
Non somministrare mai antinfiammatori o pomate cortisoniche a uso umano senza il controllo del medico veterinario. Il fastidio inoltre potrebbe spingere l’animale a leccarsi, aggravando la lesione e rischiando infezioni batteriche secondarie (piodermite). L’uso di un collare elisabettiano può rendersi necessario. In caso di ulcere, croste persistenti, forte dolore o se le lesioni sulle orecchie del gatto faticano a rimarginare, la visita veterinaria è d’obbligo per escludere evoluzioni neoplastiche e impostare una terapia mirata.
In collaborazione con l’Ordine dei medici veterinari di Padova
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