Cosa fare quando si trova un cucciolo abbandonato? Ecco la guida e gli errori da evitare

Con il ritorno della bella stagione aumentano i ritrovamenti di gattini soli. Dal primo soccorso all’alimentazione, ecco le regole

 

Silvia Bergamin

La primavera porta con sé i primi tepori e, purtroppo, anche un aumento dei ritrovamenti di cuccioli abbandonati. Con la fine della pausa riproduttiva invernale, le gatte tornano a partorire e non è raro imbattersi in piccoli miagolii provenienti da angoli nascosti di giardini o parcheggi. Un’esperienza che stringe il cuore ma richiede sangue freddo: i primi minuti possono fare la differenza tra la vita e la morte di queste creature indifese.

Solo o abbandonato?

Il primo istinto è raccogliere immediatamente il cucciolo, ma serve prudenza. La madre potrebbe essersi allontanata per procurarsi cibo o spostare gli altri piccoli in un luogo più sicuro. Se il cucciolo appare caldo, pulito e reattivo, meglio osservare da lontano per 2-3 ore. Diverso se è freddo, sporco, coperto di mosche o in pericolo immediato: l’intervento deve essere tempestivo, spostando il piccolo in sicurezza ma non troppo lontano dal luogo del ritrovamento.

Fondamentale ispezionare l’area circostante , poiché spesso i cuccioli strisciano via dal nido e si perdono.

Il calore prima di tutto

La priorità assoluta non è il cibo ma il calore. Un neonato non regola la propria temperatura corporea e nutrirlo da freddo può essere fatale.

Il piccolo va immediatamente avvolto in coperte di pile o asciugamani caldi, usando borse dell’acqua calda o bottiglie con acqua tiepida, sempre schermate da panni per evitare ustioni. La temperatura ambientale ideale nella prima settimana è 30-32 gradi. Un cucciolo in ipotermia non può digerire: questo passaggio è letteralmente vitale.

Cure casalinghe

Stabilizzata la temperatura, il cucciolo va pulito delicatamente con panni morbidi inumiditi con acqua tiepida, evitando bagni completi che potrebbero causare shock termici. La pulizia permette anche di verificare la presenza di ferite o parassiti esterni.

Aspetto cruciale e poco noto: i neonati non urinano né defecano autonomamente. Bisogna stimolare la zona perianale con cotone imbevuto d’acqua tiepida dopo ogni pasto, mimando l’azione della lingua materna. Questo passaggio è indispensabile per le funzioni fisiologiche e per monitorare la salute del piccolo.

L’alimentazione

Mai dare latte vaccino: causa diarree letali per intolleranza al lattosio. In farmacia si trovano latti specifici (Kmr per gattini) e biberon adeguati. Alternative d’emergenza: latte di capra con poca panna senza lattosio. Il latte va somministrato a 38 gradi, col cucciolo a pancia in giù per evitare polmoniti ab ingestis. Pasti ogni 2-3 ore, anche di notte, nelle prime due settimane.

Un cucciolo sano dorme molto e piange poco. Miagolii costanti, letargia o rifiuto del cibo richiedono il veterinario immediato. Il peso va monitorato quotidianamente con una bilancia da cucina. Salvare un neonato richiede competenza e dedizione totale, ma vedere quel minuscolo batuffolo trasformarsi in un animale sano e forte ripaga ogni sacrificio con la soddisfazione unica di aver salvato una vita.

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