Fuochi d’artificio e tuoni: ecco cosa fare per calmare cani e gatti terrorizzati dai rumori

Prevenire da cuccioli o curare da adulti: due strade diverse, stesso obiettivo. Dai diffusori di feromoni alle app per la desensibilizzazione, tutte le novità

 

Silvia Bergamin
Tremori e attacchi di panico sono i segnali della fonofobia, che trasforma l’estate in un incubo per gli amici a quattro zampe
Tremori e attacchi di panico sono i segnali della fonofobia, che trasforma l’estate in un incubo per gli amici a quattro zampe

Per molti dei nostri compagni a quattro zampe, l’arrivo dell’estate con i suoi improvvisi temporali o le feste patronali ricche di fuochi d’artificio non significano svago, ma puro terrore. La fobia dei rumori forti, scientificamente nota come fonofobia, è un problema diffuso che colpisce fino al 40% dei cani e una percentuale significativa di gatti. Non si tratta di un semplice capriccio, ma di un vero e proprio attacco di panico che mette a rischio il loro benessere psicofisico.

La prevenzione

La prevenzione comincia lontano dagli eventi critici. Nei cuccioli, la chiave è la socializzazione ambientale tra i 2 e i 4 mesi di vita: esporli gradualmente a suoni diversi a basso volume, associandoli a esperienze positive, riduce drasticamente il rischio di fobie future. Per gli animali adulti, la prevenzione si traduce nella creazione di una zona rifugio permanente in casa: un luogo tranquillo, lontano dalle finestre, con coperte familiari e un indumento del proprietario.

Gestire l’emergenza

Quando il temporale inizia o esplodono i primi botti, il comportamento del proprietario è fondamentale. L’errore più comune è sgridare l’animale o consolarlo eccessivamente: entrambi confermano che c’è un pericolo. La strategia corretta prevede: chiudere finestre e tapparelle, accendere tv o musica per mascherare i rumori, mostrarsi calmi e proseguire le normali attività.

I rimedi naturali

Per preparare l’animale allo stress, esistono supporti naturali da iniziare preventivamente. I nutraceutici a base di L-teanina e triptofano favoriscono la produzione di serotonina. Buoni risultati si ottengono con i fiori di Bach o prodotti a base di valeriana. I diffusori di feromoni rilasciano sostanze che infondono sicurezza.

Le novità comportamentali

La veterinaria ha abbandonato i vecchi sedativi preferendo la desensibilizzazione sistematica: si riproducono registrazioni di temporali a volume inizialmente impercettibile, aumentandolo gradualmente e associando il suono a esperienze positive. Esistono app specifiche per questa terapia.

Innovazioni tecnologiche

Tra le novità spiccano le Thundershirt, indumenti elastici che esercitano pressione costante sul tronco stimolando il rilascio di endorfine e l’abbassamento della frequenza cardiaca. Esistono anche cuffie antirumore e cappucci calmanti che riducono gli stimoli sensoriali.

Rivolgersi al veterinario

Nei casi severi, quando l’animale rischia di ferirsi o manifesta stress acuto prolungato, è fondamentale consultare un veterinario comportamentalista che potrà prescrivere ansiolitici di nuova generazione sempre combinati con modificazione comportamentale.

Un impegno che ripaga

Affrontare la fobia dei rumori richiede pazienza ma i risultati ripagano gli sforzi. Prevenire è meglio che curare: socializzazione precoce e ambiente sicuro sono investimenti nel benessere futuro. Con gli strumenti giusti possiamo trasformare un momento di terrore in un’esperienza gestibile, proteggendo chi dipende da noi per sentirsi al sicuro.

 

In collaborazione con l’ordine di medici veterinari di Padova​​​​​​

 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova