Pipistrelli a casa o a terra: guida al primo soccorso

Protetti dalla legge e preziosi alleati contro gli insetti, questi mammiferi non sono aggressivi ma possono mordere se spaventati. Il kit di emergenza richiede una scatola sigillata, piccoli fori per l’aria e un ambiente silenzioso

Silvia Bergamin
Un pipistrello appena salvato
Un pipistrello appena salvato

Trovare un chirottero – comunemente chiamato pipistrello – a terra, sul balcone o all’interno di un’abitazione è un evento tutt’altro che raro, soprattutto nei mesi estivi. Questi affascinanti mammiferi volanti, fondamentali per l’equilibrio dei nostri ecosistemi in quanto formidabili insetticidi naturali, sono animali selvatici protetti dalla legge. Sapere cosa fare e cosa evitare in queste occasioni può fare la reale differenza tra la vita e la morte dell’animale.

Animale in pericolo

Un pipistrello sano non si trova mai a terra di giorno. Se notate un esemplare immobile sul pavimento, sul marciapiede o esposto al sole, significa che è in grave difficoltà: potrebbe essere disidratato, ferito per l’impatto contro un vetro o essere un cucciolo caduto dal nido. Al contrario, un pipistrello che vola in stanza di notte ha solo smarrito la via. In questo caso basta spegnere la luce, spalancare le finestre e lasciare la stanza, permettendogli di uscire in autonomia grazie al suo biosonar.

La sicurezza

Se l’animale è a terra ed è evidente la necessità di un intervento, la prima regola assoluta riguarda la sicurezza: mai toccare un pipistrello a mani nude. Sebbene non siano aggressivi, se spaventati possono mordere per difesa. Anche se il rischio di trasmissione di patologie in Italia è estremamente basso, la prudenza è d’obbligo.

Per metterlo in sicurezza, occorre usare guanti da lavoro spessi o, in alternativa, un panno pesante per evitare contatti diretti. Bisogna poi prendere una comune scatola da scarpe e praticare dei piccolissimi fori per l’aria con uno stuzzicadenti. Questo specifico dettaglio è fondamentale, perché i chirotteri sono veri maestri della fuga e riescono a passare facilmente attraverso fessure millimetriche.

Il primo soccorso

A questo punto si può raccogliere l’animale delicatamente dall’alto, usando il panno o i guanti, per adagiarlo nella scatola. All’interno è importante inserire un pezzo di carta da cucina appallottolato, dato che i chirotteri amano aggrapparsi e nascondersi nelle pieghe per sentirsi al sicuro. In questa fase è assolutamente vietato improvvisare diete con latte o carne, che risulterebbero letali.

Se l’animale appare molto debole, si può solo offrirgli qualche goccia d’acqua a temperatura ambiente, appoggiandola sul muso con la punta di un contagocce o di una siringa senza ago, dalla quale berrà spontaneamente. Infine, la scatola va posizionata in un luogo silenzioso, fresco d’estate e caldo d’inverno, lontano da correnti d’aria e da animali domestici.

I soccorsi specializzati

I chirotteri hanno un’anatomia unica e necessitano di cure specialistiche. Non appena l’animale è al sicuro, è fondamentale contattare subito gli esperti. Il punto di riferimento principale è il Cras (Centro recupero animali selvatici), poiché ogni regione ha centri autorizzati.

Se non si riesce a contattare un centro di recupero, i carabinieri forestali o la polizia provinciale sapranno come gestire la segnalazione. È bene ricordare che i pipistrelli sono protetti dalla Legge 157/92: detenerli in casa come animali domestici è un reato.

IN COLLABORAZIONE CON L’ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI PADOVA

 

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