Le montagne del Triveneto alleate di Nibali
TREVISO. Il Giro d’Italia entra nella fase clou. L’assalto di Vincenzo Nibali alla maglia rosa passa anche attraverso le strade del Veneto. Un tuffo nel Nordest infarcito di fatiche verticali e dislivelli per anime coraggiose. Planimetrie che assomigliano ad elettrocardiogrammi vivaci, ascese che dovrebbero delineare la graduatoria dell’edizione numero 100. Anche se, mancando la passerella per velocisti, l’ultimo responso coinciderà con la crono di Milano.
Oggi la Moena-Ortisei, il tappone dolomitico infiammato dal Pordoi, servirà un mini-antipasto nel Bellunese. Domani la San Candido-Piancavallo tocca Sappada e propone l’ultimo epilogo in salita. Altra scorpacciata di montagna sabato, con la Pordenone-Asiago: si abbracciano le province di Treviso, Belluno e Vicenza. L’approdo nella Marca con Conegliano e Ca’ del Poggio, poi il Grappa dal versante bellunese. Chiusura con Foza e Asiago.
Andiamo, però, con ordine, radiografando i tre segmenti in alta quota.
Moena-Ortisei, 137 km. Oggi si parte dalla trentina Val di Fassa e la prima asperità fa rima con Pordoi. Il Giro battezza il Bellunese ad Arabba: mini-assaggio di 22 km., che culmina nel secondo Gran premio della montagna fissato sul Valparola. Poi la terza provincia prevista per il segmento 18: da San Cassiano ad Ortisei-St. Ullrich è tutto territorio bolzanino, nel mezzo altri tre Gpm. Le fatiche dolomitiche comprendono pure Gardena, Pinei e Pontives. I più tosti, primo e ultimo, classificati di prima categoria. Il dente d'esordio impone un’arrampicata di 11,8 km. con pendenza massima al 9%. Il Valparola, prima della cima, raggiunge il 14%. È ritenuta fra le tappe più dure.
San Candido-Piancavallo, 191 km. Domani si riprende dalla Val Pusteria, primo esame al Passo di Monte Croce Comelico. Poi, altra toccata e fuga nel Bellunese: Padola, Comelico Superiore, Santo Stefano di Cadore, Sappada (traguardo volante), Cima Sappada. Quindi l’avventura rosa prosegue in Friuli: si affronta il Sella Chianzutan, infine sipario verticale sul Piancavallo (nel ’98, mitico anno della doppietta Giro-Tour, trionfò Marco Pantani). Giorno fondamentale per chi aspira a vestire il simbolo del primato all’ombra della Madonnina.
Pordenone-Asiago, 190 km. Si aprono le danze in Friuli, ma è la tappa veneta del Giro 2017. La Marca viene toccata per circa 50 km.: il benvenuto a Godega, poi traguardo volante a Conegliano (si farà pure a Feltre) e Muro di Ca’ del Poggio (Rua di Feletto). Quindi le colline del Prosecco, congiugendo Pieve di Soligo a Valdobbiadene. Da Fener si torna nel Bellunese: c'è il Grappa dal versante feltrino di Seren (24 km., picco all’11%). Da prestare attenzione alla discesa, temibile con i suoi 26 km. Finale nel Vicentino con l’erta di Foza e l’arrivo ad Asiago. Segmento che ricorderà la Grande Guerra e potrebbe definire il vincitore. Cronometro permettendo.
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