La Rocca insorge e fa ricorso «Arbitri, basta protagonismi»

MONSELICE. «Non è nostro costume protestare, un paio di mesi fa non abbiamo fatto ricorso nemmeno per uno scambio di persona nella compilazione di un referto arbitrale che costò tre turni di stop ad un nostro ragazzo. Ma stavolta è troppo». Stefano Sguotti, il dirigente accompagnatore della Juniores della Rocca, commenta così la stangata del giudice sportivo dopo il derby contro la Limenese sospeso dall’arbitro in pieno recupero il 22 dicembre. Una decisione presa dopo il rosso al giocatore Luca Parisen Toldin, squalificato cinque giornate per aver «appoggiato le mani al petto del direttore di gara in segno di protesta», e costata al club neroverde lo 0-3 a tavolino e le lunghe inibizioni del tecnico Luca Simonato (nella foto), out fino all’11 febbraio e dello stesso Sguotti (una settimana in più), che non ci sta e difende tutti a spada tratta.
«Il mister non ha detto nulla all’arbitro e nessuno dei ragazzi lo ha spinto, a meno che non si consideri un gesto lesivo posare una mano sulla spalla per attirare l’attenzione di una persona che ci stava massacrando con decisioni scellerate senza dare spiegazioni. Come club disputiamo da anni campionati regionali anteponendo sempre al risultato valori come correttezza, rispetto e lealtà». La società farà ricorso almeno per ridurre la squalifica di mister Simonato, che alla Rocca è tesserato anche come giocatore della prima squadra.
«Persino l’allenatore e i dirigenti della Limenese», continua Sguotti, «si sono avvicinati al nostro mister per dirsi dispiaciuti, ribadendo come l’arbitro fosse da parecchi minuti in palese difficoltà. Il dialogo richiesto dall’Aia dovrebbe essere cercato di più anche dai direttori di gara, lasciando perdere assurdi e immotivati protagonismi».
Matteo Lunardi
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








