Lalas, l’ex Padova commenta i mondiali in tv e sfida Ibra: «Haaland più forte di te»

L’ex difensore del club biancoscudato oggi lavora per Fox Sports e non smette di far parlare di sé. Il campione svedese: «Non è vero, io ero più completo»

Alexi Lalas (a sinistra) con Zlatan Ibrahimovic
Alexi Lalas (a sinistra) con Zlatan Ibrahimovic

Il capello lungo non c’è più, al posto della chitarra da rocker c’è un microfono. Ma, in fondo, Alexi Lalas è rimasto lo stesso. L’ex volto del Padova in serie A, primo americano di un certo livello a giocare nel nostro massimo campionato, oggi è un’opinionista per Fox Sports, per la quale commenta le partite dei mondiali di casa.

Il carattero, certo, continua a non mancargli. Nei giorni scorsi è stato protagonista di un siparietto con Zlatan Ibrahimovic, “avvertito” che se Haaland giocherà un grande torneo sarà consacrato come un calciatore migliore di lui.

«Io ti adoro – ha detto Lalas a Ibra – ma se Haaland giocherà una Coppa del mondo di alto livello ti supererà come leggenda». «Non credo – ha risposto il campione svedese. Sì, è un killer d’area di rigore, ma a me piaceva anche giocare con la palla, ero un calciatore più completo. 

Oggi insomma, a 56 anni, Lalas continua a far parlare di sé. Nel tempo libero, l’ex difensore si diletta ancora nella musica (realizzò ben due album con la sua band, i Gypsies), ha un podcast su Youtube e non disdegna il palco dei social. Tra posto legati al calcio e ai mondiali in corso (nel suo “power ranking” delle favorite comanda la Francia, seguita da Spagna e Inghilterra), non mancano video eccentrici (ha dato, ad esempio, il benvenuto al 2026 cavalcando un sella a un cavallo sventolando la bandiera americana con tanto di cappello da cowboy) e contenuti che strizzano l’occhio al mondo Maga.

Il difensore centrale dai capelli rossi, a Padova, ha giocato appena un anno e mezzo, condito dalla salvezza strappata al Genoa nel leggendario spareggio di Firenze, al termine del quale l’americano ha esultato con i suoi compagni brandendo una statuetta di Sant’Antonio.

Tanto è bastato per farne un mito per i tifosi, come ha dimostrato anche il suo attesissimo ritorno a Padova, quando nell’estate di sette anni fa fu accolto da centinaia di appassionati allo stadio Appiani. Un’amore, quello per il club biancoscudato, che il ragazzone del Michigan non ha mai perso

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