Stadio Euganeo, Comune al lavoro sul prezzo
Il sindaco Giordani: «Dialogo col Padova, difficile che l’Amministrazione metta soldi». Banzato: «Interlocuzione positiva, siamo aperti ad ogni tipo di possibilità». Guarti: «Il settore patrimonio sta stimando il valore attuale dell’impianto»
«Tra il Padova e il Comune è in corso un dialogo sul futuro dello Stadio Euganeo in cui tutto è da decidere, ma difficilmente l’amministrazione comunale potrà mettere soldi». Parole del sindaco Sergio Giordani, affiancato dall’assessore allo sport, Diego Bonavina, che mercoledì 10 giugno in conferenza stampa ha ufficializzato che con il nuovo Padova di Alessandro Banzato l’interlocuzione è stata attivata «dopo una lettera d’intenti mandata dalla società».
Che tra i due gli scambi fossero frequenti lo si era capito, ma la conferma di mercoledì di fatto ha dato il via al nuovo corso. Lontano il grande gelo di un anno fa con la vecchia proprietà. Passaggio quindi tutto politico, ma non banale. Con il disimpegno economico del Comune che fa tutta la differenza del mondo: la cessione è la strada, poi si vedrà con quale formula.
«Aperto ad ogni possibilità» si è detto il patron del club, Alessandro Banzato che ha confermato di essere «lontano da qualsiasi tipo di accordo» precisando che gli accenni al modello Udinese delle ultime settimane da parte sua erano soprattutto fatti per identificare «una struttura societaria a 360 gradi che piace per approccio al calcio e modus operandi», non solo - quindi - in chiave infrastrutturale.
Dopo di che, parola al direttore generale del Comune, Danilo Guarti, è stato detto che in questo momento: «Il settore patrimonio sta facendo le sue valutazioni per capire quale è il valore dello stadio Euganeo».
Operazione non facile che un po’ a tutte le italiche latitudini si presta a lunghe diatribe: «Un lavoro che deve tener conto del fatto che lo stadio è stato costruito 35 anni fa, circa, quindi c’è la componente di vetustà, più gli investimenti che vengono fatti e che reddito può generare».
Un lavoro che Guarti ha tenuto a precisare: «è stato avviato perché ogni volta che il comune fa un lavoro da qualche parte deve valutare l’impatto sul patrimonio. Un discorso complicato», ha aggiunto: «su cui magari ad un certo punto ci si farà aiutare da un esperto di estimo».
Le opportunità
Sullo sfondo rimangono quindi tutte le opportunità per il Calcio Padova e per il Comune: cedere il diritto di superficie, dare una ampia concessione al club (con autonomia in tema di lavori sulla struttura) oppure vendere. Tutto parte da sapere quale è il prezzo-valore dell’impianto.
La vendita sarebbe più onerosa, ma andrebbe a braccetto con l’altro tema, quello delle aree circostanti da destinare a centro sportivo. Soluzione che piace a Giordani e un po’ meno a Banzato.
Ma sarebbe lungimirante: la valorizzazione immobiliare forse non è prioritaria per il Padova, un club che ha cambiato proprietà 6 mesi fa, ma potrebbe diventare un volano di valorizzazione patrimoniale.
Numerose analisi indipendenti mostrano come sia proprio nell’immobiliare (e nella sua capacità di mantenere valori e di generare reddito) che i mercati calcistici più maturi (come l’Inghilterra, o più in generale quelli in cui i diritti tv e gli altri ricavi tendono ad un certo punto a stabilizzarsi) vedono la propria ancora di salvezza.
Il Padova è in fase di di startup. E lo stesso Banzato ha fatto capire di ambire a soluzioni agili per accelerare la partita stadio e infrastrutture. Ma le ipotesi sono tutte sul tavolo e nulla è scontato. Certo è che un club valutato a gennaio 4-5 milioni, con una operazione immobiliare importante vedrebbe subito lievitare il proprio valore. Cosa che non porta risultati di campo, ma indica prospettive. E calato nel calcio italiano diventerebbe (anche per celerità) un caso più unico che raro.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








