Pattaro, la stella di Vo’ «Aspettando le corse ho imballato il fieno e mi sono laureata»

Professionista con la Astana, dopo l’esordio in Australia si è prima infortunata e poi si è fatta un’intensa quarantena
01/05/2020 - VoÕ (Pd) - Francesca Pattaro - © Riccardo Scanferla - Photors.it
01/05/2020 - VoÕ (Pd) - Francesca Pattaro - © Riccardo Scanferla - Photors.it

Andrea Fin / VO’

«In questi giorni abbiamo sistemato il pollame e poi abbiamo raccolto e imballato il fieno: la vita in azienda agricola non si ferma».

Immersi nel verde della campagna di Vo’ Vecchio, il coronavirus sembra già un ricordo lontano, anche per lei che è abituata a girare il mondo per gareggiare con la sua bicicletta.

Francesca Pattaro, 25 anni, padovana di Vo’, professionista dal 2016, a gennaio ha debuttato in Australia con la maglia della sua nuova squadra: «E’ stata una bellissima esperienza, la mia prima con la Astana. Mi sono divertita tantissimo, con le mie nuove compagne abbiamo riso tantissimo e sul traguardo di Shepparton abbiamo conquistato anche la vittoria con Arlenis Sierra, la mia compagna cubana. Con il passare dei giorni anche io mi sentivo sempre meglio», tutto, insomma, sembrava andare per il verso giusto per lei a gennaio, poi è arrivata la caduta nella seconda tappa dell’Herald Sun Tour. Impietoso il verdetto: diverse contusioni e lesione del menisco.

«Sono tornata a casa con le stampelle e ho iniziato la riabilitazione in acqua termale» appena il tempo di recuperare e il comune di Vo’ è diventato zona rossa. «Per fortuna in quei giorni mi ero trasferita dal mio ragazzo a Piove di Sacco e abbiamo trascorso insieme la quarantena. Qui mi sono creata una piccola palestra e mi sono tenuta in forma con i lavori sui rulli» racconta con il sorriso sulle labbra Francesca che è fidanzata con Lorenzo Olivetto, ex corridore dilettante.

«A lui è rimasta la passione per il ciclismo e, da ex corridore, può capire i miei tanti impegni in giro per il mondo». Una coppia “a due ruote” che, in queste settimane, si è pure messa alla prova tra le mura di casa, ovviamente in sella alla bicicletta: «Avevo portato la bici in casa e Lorenzo si divertiva a fare le gimcane tra gli oggetti sparsi in salotto entrando ed uscendo dalle porte del terrazzo. Alla fine è diventata una sfida di equilibrismo vera e propria tra me e lui che abbiamo postato anche sui social».

Non solo “like” e allenamento in quarantena per Francesca che, nel frattempo, si è laureata: «Dopo le Olimpiadi di Rio ho iniziato il corso di Scienze Motorie all’università telematica. La discussione della tesi era programmata per il 19 marzo, poi è stata spostata al 21 aprile e, alla fine, non si è tenuta. Pensare che mi ero portata anche in Australia i libri per preparare la discussione e che, appena tornata in Italia, ero andata a prendermi le scarpe, il vestito e la borsetta per la laurea. Laurearsi così è come vincere una gara senza poter alzare le braccia al cielo… mi dispiace un po’ non aver potuto presentare la mia tesi ma sono comunque orgogliosa di avercela fatta».

Una laurea triennale ottenuta a pieni voti ma per Francesca si tratta dell’ennesima tappa in una vita piena di traguardi: «Ora mi sono presa qualche mese di pausa, spero di poter tornare a correre il prima possibile e a settembre tornerò sui libri: voglio completare gli studi con la laurea specialistica. E’ un ambito che sento molto vicino a ciò che faccio in bicicletta e che completa la mia formazione».

In attesa di scendere in pista, dopo il sesto posto di Rio, il sogno di Francesca è quello di tornare alle Olimpiadi: «Il fatto che siano state spostate al 2021 mi concede qualche mese in più per prepararmi meglio per questo appuntamento. Speriamo di avere di nuovo a disposizione l’impianto di Montichiari perché questo ci agevolerebbe tantissimo». —

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