Penocchio fa causa a Cestaro

PADOVA. L'epilogo più scontato per chi ha seguito tutta la vicenda. Anche se la parola fine verrà scritta probabilmente solo dal Tribunale di Venezia. Diego Penocchio ha fatto causa a Marcello Cestaro e alla Unicomm per presunti danni patiti nell'ambito della cessione del pacchetto azionario del Calcio Padova a giugno 2013. Il processo civile sarà dibattuto a Venezia, presso il Tribunale delle imprese, e vede chiamati in causa anche l'ex vicepresidente della Spa biancoscudata Barbara Carron, l'ex d.g. Gianluca Sottovia e il figlio dell’ex patron vicentino, Lorenzo Cestaro.
Per spiegare i motivi della controversia occorre riannodare i fili di una cessione societaria molto discussa e piena di ombre. Il preliminare d'acquisto del Calcio Padova, passato dal gruppo Unicomm alla società Iniziative Euganee (creata ad hoc dall'imprenditore bresciano), fu firmato il 27 giugno 2013. Penocchio, che nei mesi precedenti aveva sondato il terreno per acquisire altri club (Novara, Brescia e Modena), fu convinto, come spiegano le carte depositate in Tribunale, dal fatto che l'operazione gli fosse stata presentata come a “costo zero”. «Inoltre», si legge ancora nel dossier di Penocchio, «nella trattativa venivano offerti al possibile nuovo proprietario 5 milioni di euro da versarsi in tre anni, per sponsorizzazione Famila tramite Gsport, e la società sarebbe risultata in perfetto equilibrio». Ma già pochi giorni dopo l'acquisto sorsero i primi problemi, riassunti così: un fabbisogno di cassa di 1.5 milioni di euro, l'idoneità mancata del giocatore Portin, iscritto a bilancio per 2 milioni, e altre sopravvenienze passive, tra ingiunzioni e vertenze. Infine, il contestatissimo “rimborso finanziamento soci”, tramite il quale la Unicomm ha prelevato l'8 luglio 2014 dalle casse del Padova 4,3 milioni di euro a favore di se stessa. Alcuni aspetti emersero già nell'inchiesta della Guardia di Finanza del giugno 2014, prologo alla mancata iscrizione della società al campionato e al conseguente crack. Penocchio, quindi, chiede i danni, ma Cestaro tramite i suoi avvocati ha già risposto, affermando che «Penocchio non ha più alcun credito. Il 29 luglio 2015 ha concluso un accordo transattivo ai sensi del quale, a fronte dell'impegno di pagamento da parte di Unicomm dell'importo di 5,6 milioni di euro e di una quota variabile sino a 200 mila euro, Penocchio stesso riconosce a Unicomm che ha operato nel pieno rispetto delle norme di legge, dichiarando di non aver nulla a pretendere e si obbliga a tenere manlevata e indenne la stessa Unicomm».
Stefano Volpe
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








