Prandelli dice addio al calcio «Ormai non fa più per me»
FIRENZE
Lo stress che ti consuma e ti tormenta rovinando le giornate. È stato questo il motivo che ha causato le dimissioni di Cesare Prandelli da tecnico della Fiorentina (al suo posto torna Iachini). Non un vero e proprio fulmine a ciel sereno, perché i segnali del disagio che l’ex commissario tecnico azzurro stava vivendo erano emersi negli ultimi giorni.
Si era detto «stanco e svuotato» dopo la vittoria con il Benevento e, domenica scorsa, un malessere accusato al termine della gara con il Milan gli aveva consigliato di non presentarsi in conferenza stampa. Ieri la decisione clamorosa, certamente sofferta, ma inevitabile.
La lettera di addio
Prandelli ha spiegato i motivi dell’addio con una lunga lettera in cui si è messo a nudo: «Mi trovo in un assurdo disagio che non mi permette di essere ciò che sono. E mai vorrei che fosse percepito e condizionasse le prestazioni della squadra. In questi mesi è cresciuta dentro di me un’ombra che ha cambiato anche il mio modo di vedere le cose. Sono venuto qui per dare il 100 per cento, ma appena ho avuto la sensazione che questo non fosse più possibile, per il bene di tutti ho deciso questo mio passo indietro».
Ha ringraziato la società per il supporto, senza alimentare le voci di uno scarso appoggio da parte del club. Cesare Prandelli non pare ritrovarsi più nel calcio-centrifuga di oggi che non lascia troppo spazio neanche ai sentimenti. I risultati non in linea con le attese hanno a volte provocato critiche anche troppo feroci per una persona che, in passato, ha scritto pagine significative della storia viola recente, con due partecipazioni alla Champions League. Firenze del resto è la sua città e negli anni scorsi – quando era ancora possibile andare allo stadio – aveva addirittura sottoscritto l’abbonamento per vedersi dal vivo le partite al Franchi.
I motivi della resa
La percezione di non poter più incidere come avrebbe voluto gli ha fatto alzare le mani quasi in segno di resa. «Sono consapevole che la mia carriera di allenatore possa finire qui, ma non ho rimpianti e non voglio averne», ha scritto ancora Prandelli che, comunque, in molti avrebbero voluto restasse come dirigente nella prossima stagione. «Probabilmente questo mondo di cui ho fatto parte per tutta la mia vita, non fa più per me e non mi ci riconosco più. Sicuramente sarò cambiato io e il mondo va più veloce di quanto pensassi. Per questo credo che adesso sia arrivato il momento di non farmi più trascinare da questa velocità e di fermarmi per ritrovare chi veramente sono».
le parole di agroppi
Parole amare, ma che rendono l’idea di quel che abbia provato Prandelli in quest’ultimo periodo. Allenare logora e forse ha ragione Aldo Agroppi, un altro che di stress se ne intende, quando dice: «Il calcio è bello, ma bisognerebbe che la domenica non ci fosse la partita». —
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