Calcio Padova in B, secondo anno insidioso: attenzione a non illudersi
Dopo la prima salvezza tra i cadetti più retrocessioni che qualificazioni playoff. Non è solo una questione di budget: quanto accaduto a Samp e Spezia insegna. Negli ultimi 10 anni è salito solo il Monza di Berlusconi, a costi fuori mercato

«Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista», cantava Caparezza, in una strofa che potrebbe essere perfettamente riadattabile al mondo del calcio.
Nel nostro caso a quello della Serie B. Perché spesso e volentieri la seconda stagione nel campionato cadetto si rivela molto più insidiosa della prima per le squadre che arrivano dalla Serie C. Intendiamoci, con il raggiungimento della salvezza il Padova ha raggiunto un obiettivo fondamentale per poter aprire un nuovo ciclo e puntare a traguardi più ambiziosi.
Ora però non bisogna commettere l'errore di pensare che la strada sia in discesa o che aumentando il budget la salvezza diventi una formalità. La storia recente lo conferma.
Nell'ultimo decennio sono state molte di più le squadre che hanno chiuso la seconda stagione in Serie B con una retrocessione (sei) rispetto a quelle che sono state promosse (appena una, il Monza nel 2022). E il bilancio non cambia nemmeno se si prendono in considerazione le squadre che al secondo anno sono riuscire a disputare i playoff, appena quattro. Quando si dice: è più difficile confermarsi che vincere.
D'altra parte, come successo anche al Padova, le formazioni che sbarcano in Serie B dopo aver vinto il campionato viaggiano sull'onda di una stagione positiva e si aggrappano a un nucleo di giocatori consolidato.
La parte più insidiosa arriva dopo, quando tante società provano ad alzare l'asticella e rinnovano profondamente il parco giocatori. Come detto, nell'ultimo decennio soltanto una squadra ha conquistato la promozione al secondo anno dopo la promozione. Vale a dire il Monza nel 2022, che per farcela è dovuto anche passare dai playoff.
Un modello, quello della società brianzola, difficilmente replicabile, visto che si basava sugli investimenti fuori mercato della Fininvest.
Paradossalmente è più facile fare il doppio salto, considerato che nell'ultimo decennio sono tre le squadre che hanno conquistato due promozioni consecutive dalla C alla Serie B (Benevento, Spal e Parma) anche se l'impresa non è più stata replicata dal 2018 quando ci riuscirono i ducali.
È dura anche disputare i playoff, ci sono riuscite solo quattro squadre, anche se il trend è in crescita, come dimostrano i recenti exploit di Catanzaro e Juve Stabia. Dall'altra parte della classifica, invece, sono ben sei le squadre retrocesse in C al secondo anno (compreso il Venezia nel 2019 che fu poi ripescato), oltre al Bari che due anni fa si salvò ai playout. Il secondo anno, infine, si rivela molto delicato anche per le retrocesse dalla Serie A.
Sempre restando all'ultimo decennio, Palermo e Chievo, al termine del secondo anno in Serie B dopo la retrocessione, chiusero i battenti e ripartirono dai dilettanti. In tempi più recenti, invece, Spal, Crotone, Sampdoria (poi ripescata) e Spezia sono retrocesse in Serie C a soli due anni di distanza dalla retrocessione dalla Serie A.
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