Rugby, Marcato carica il derby Rovigo-Padova: «Il Petrarca è più solido»

L’ex coach dei tuttoneri oggi è Head of Recruitment del Benetton Treviso: «Purtroppo riuscirò a vedere solo i primi 15’ della sfida del Battaglini. Occhio ai Bersaglieri: hanno fame di rivincita»

Simone Varroto
Andrea Marcato, qui ai tempi del Petrarca
Andrea Marcato, qui ai tempi del Petrarca

Del prossimo derby d’Italia, in programma sabato 21 marzo alle 14.10 al Battaglini di Rovigo, potrà vedere giusto il primo quarto d’ora. A malincuore, perché per Andrea Marcato questa sfida avrà sempre un sapore unico, antico e intenso, ogni volta emozionante come la prima. Nominato da poco Head of Recruitment per le prossime due stagioni dal Benetton Treviso, di cui è nello staff tecnico come Skills and Transition coach, l’ex allenatore del club di Padova, dove ha vinto tre scudetti (2018, 2022 e 2024), si metterà alla prova in un ruolo di collegamento importante per il club della Marca, con la prospettiva di diventare dirigente.

«Il presidente di Treviso, Antonio Pavanello, mi ha chiesto di fare questa transizione insieme, con l’idea di diventare in futuro direttore sportivo – racconta Marcato –. Mi mancano tante conoscenze a riguardo, quindi mi sembra un’ottima opportunità per iniziare questo passaggio. L’anno scorso ho lavorato qui come responsabile dell’Accademia U23 della Fir; quest’anno sono tecnico della transizione e delle skill in Urc, lavorando con tanti prospetti giovani e interessanti, a contatto con i club locali. Ora la società vuole migliorare ancora questo aspetto e starà a me diventare la figura che fa da collante di questa rete di sviluppo, tra staff, giocatori, società e altri club». 

Vedrà il derby d’Italia?

«Solo l’inizio purtroppo, perché alle 16 abbiamo il match di Urc con gli Ospreys. Ma il primo quarto d’ora non me lo perderò, per me è sempre un’emozione». 

Che idea si è fatto di Petrarca e Rovigo? 

«Arrivano al derby in momento particolare, in vista dei playoff. Il Petrarca, anche per il fatto di essere arrivato in finale di Coppa Italia è stata più solida finora, mentre Rovigo credo abbia sofferto un po’ all’inizio l’assenza di un leader come Ferro, anche se poi si è ripreso bene. Padova forse è un po’ limitata da infortuni: con la rosa al completo penso abbia qualcosa in più. Sabato comunque sarà 50 e 50: vedo un derby apertissimo. Anche perché Rovigo vorrà rifarsi delle due sconfitte d’inizio stagione».

E del loro gioco?

«Sicuramente il gioco sta cambiando nel campionato italiano, in positivo. Lo vedo molto da Padova, che cerca di muovere sempre di più palla e anche Rovigo sta sviluppando il suo stile in questo senso. Poi ci sono squadre come Biella, che muovono palla a tutto campo, Mogliano che ha ricalibrato il gioco più sui trequarti, oltre a Viadana e Fiamme Oro che hanno sempre osato tanto alla mano. Si calcia meno e si gioca di più, insomma, e con la bella stagione questa tendenza può aumentare ancora». 

Sarà anche un derby d’Italia speciale, con il premio di Mvp intitolato a Guido Zorzi, con cui ha lavorato a lungo. 

«L’ho letto oggi e mi ha commosso, perché la sua perdita è ancora difficile da accettare. Onore alle due società e a chi ha lanciato l’idea, perché hanno fatto un gran gesto che permetterà di ricordarlo nel tempo».

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