Chambéry, Chanaz, il lago di Bourget: perle di Savoia dove il tempo “rallenta”
Un itinerario tra acque, castelli e luoghi dello spirito per riscoprire i profondi legami storici e culturali che esistono tra la più alpina delle regioni francesi e il vicino Piemonte. La “capitale”, i villaggi, i laghi: il tutto incorniciato da un paesaggio sempre mutevole e arricchito da tanti valori enogastronomici. L’unicum dell’abbazia di Hautecombe

Ci sono luoghi che, pur nella loro semplicità, sembrano appartenere a un’altra epoca. In Savoia sono tanti. Dalla storica capitale Chambéry – che rimane un punto di riferimento ineludibile – alle tante bellezze incastonate nel territorio intorno alla città. Il tipico villaggio di Chanaz è una di queste perle.
Adagiato lungo le placide acque del canale di Savières, che collega il Rodano al lago del Bourget, questo piccolo borgo savoiardo conquista con il suo ritmo lento, le case in pietra e l’atmosfera sospesa. Non a caso viene spesso definito, attingendo alla un po’ di fantasia, “La piccola Venezia della Savoia”, anche se qui il fascino non nasce dai grandi monumenti, ma dall’armonia che si respira nel villaggio, generata da un bel mix fra natura, acqua e… tradizioni.

Passeggiare tra i vicoli di Chanaz significa incontrare botteghe artigiane, locali caratteristici, ponticelli, case con fiori alle finestre e vicoli che rivelano scorci caratteristici che invitano a rallentare. Sul fiume scorrono lentamente canoe, kayak e piccole imbarcazioni, mentre lungo le rive sono allineati insoliti bungalow su palafitte, immersi nel verde; luogo ideale per chi desidera vivere un soggiorno a stretto contatto con la natura senza rinunciare al comfort.
Le botteghe artigiane dove il tempo sembra essersi fermato

Chanaz conserva un prezioso patrimonio di attività artigianali. Tra le più conosciute c’è la piccola torrefazione “La Brûlerie”, dove il caffè viene lavorato secondo metodi tradizionali e arrivano chicchi provenienti da piccole produzioni di tutto il mondo. A selezionarli è Valentin Cornetti, artigiano autodidatta.
A pochi passi si incontra uno dei luoghi più curiosi del paese: La Péniche aux Abeilles, un’ex chiatta fluviale trasformata in laboratorio e punto vendita dedicato all’apicoltura e alla produzione di miele. Il vecchio battello, dipinto di un rosso acceso, è anche una piccola bottega dove si vendono miele, prodotti locali e prende forma un progetto sociale che unisce inclusione e valorizzazione del territorio. Un luogo originale che racconta, meglio di tante parole, lo spirito autentico di Chanaz.
Il castello immerso tra i rinomati vigneti di Marestel

Lasciando il villaggio e risalendo le dolci colline della Savoia, che non è quindi soltanto il regno delle alte vette, si raggiunge Jongieux, dove il profilo dello Château de La Mar emerge tra i filari come quello di un castello uscito da un libro di favole.
La fortezza, nata nel XIII secolo e conosciuta anche come Château de Cordon, ha attraversato i secoli senza subire le devastazioni che colpirono molti manieri durante la Rivoluzione francese.
Oggi è una raffinata dimora storica immersa nel vigneto di Marestel, celebre per le sue spettacolari terrazze coltivate. Le vigne si arrampicano sui ripidi pendii del monte Charvaz, dove il microclima favorisce la produzione di eccellenti vini bianchi da uve Altesse, cuore della Roussette de Savoie.
La vendemmia viene ancora effettuata a mano e la tenuta abbina la produzione vinicola all’ospitalità, con eleganti suite arredate in stile classico, spa, piscina e ambienti allestite senza alterare il fascino della storia.
L’Abbazia di Hautecombe, antico mausoleo dei Savoia

Dal lago di Bourget, solcato da romantici battelli che partono da Aix Le Bains, si può cogliere uno degli scorci più emozionanti della regione ed è quello che conduce all’Abbazia di Hautecombe. Arrivarci in battello significa veder comparire lentamente la facciata gotica dell’antica chiesa, incastonata tra il verde delle montagne e le acque del lago, in un paesaggio di straordinaria suggestione.
Fondata nel XII secolo da monaci cistercensi, l’abbazia divenne qualche tempo dopo il luogo di sepoltura di conti, duchi e re della dinastia sabauda. Nei secoli si è trasformata in uno dei simboli della loro stessa storia.
La Rivoluzione francese segnò un periodo drammatico: l’edificio fu saccheggiato, le tombe profanate e il complesso convertito in fabbrica. Solo nel 1824 Carlo Felice di Savoia promosse un importante restauro che restituì all’abbazia il suo prestigio, facendone nuovamente il sacrario della famiglia reale.
Tra le navate riposano anche Umberto II, ultimo re d’Italia (il “re di maggio”, rimasto sul trono poco più di un mese), e la regina consorte Maria José.
Chambéry, la capitale per secoli “casa” della dinastia che regnò in Italia

Da Hautecombe si raggiunge facilmente Chambéry, città che per secoli rappresentò il centro politico della Casa di Savoia prima del trasferimento della corte a Torino nel XVII secolo
Passeggiando nel centro storico emergono continui richiami all’Italia, allo stile architettonico piemontese. Le piazze porticate, le facciate dei palazzi e l’impianto urbanistico raccontano una lunga storia comune tra i due versanti delle Alpi.
Sorta come importante crocevia commerciale, Chambéry si sviluppò su un terreno paludoso consolidato nel tempo con strutture lignee, una soluzione tecnica che ricorda, per certi aspetti, quella adottata a Venezia.
Con l’annessione della Savoia alla Francia nel 1860 cambiò il destino politico della città, ma il legame con la tradizione sabauda resta ancora oggi fortissimo.
Il castello e la cappella con il mistero della “doppia” Sindone

Il Castello dei Duchi di Savoia domina ancora il cuore della città. Il suo profilo è diventato l’icona stessa della Savoia. Appare da ogni angolo della città. Oggi ospita la Prefettura e il Dipartimento della Savoia, ma conserva testimonianze preziose del passato. Lacerti di storia, un po’ nascosti forse, ma preziosi. Tra gli ambienti più suggestivi spicca la Sainte-Chapelle, fatta costruire da Amedeo VIII. Per quasi un secolo custodì la Sacra Sindone (dal 1502 al 1578) prima del trasferimento a Torino e conserva splendide vetrate istoriate dedicate proprio alla celebre reliquia. Di cui è rimasta anche una “copia”.
Il vicino museo racconta l’evoluzione della dinastia e della città, mentre il Musée Savoisien approfondisce la storia del territorio attraverso reperti archeologici, collezioni etnografiche e testimonianze del Novecento. Impreziosito da una impostazione multimediale.
Mercati, trompe-l’œil e la bizzarra Fontana degli Elefanti
L’anima più vivace di Chambéry si respira tra le Halles, il mercato coperto dove si trovano formaggi, miele, salumi, dolci e prodotti tipici della Savoia. Ma è molto animato anche il mercato all’aperto, dove spiccano molti prodotti locali. A partire dai celebri formaggi regionali.

Poco distante sorge il monumento simbolo della città: la Fontana degli Elefanti. E’ il luogo dove convergono le vie dello struscio Le quattro mezze figure degli animali esotici sorreggono una colonna sulla quale campeggia la statua del generale Benoît de Boigne, grande benefattore di Chambéry, che destinò parte della propria fortuna alla realizzazione di opere pubbliche e istituzioni assistenziali. Il bizzarro (ma amatissimo) monumento perpetua il suo attaccamento a Chambery.
Passeggiando nel centro storico si scoprono inoltre numerosi trompe-l’œil che decorano cortili, facciate e passaggi coperti, trasformando la città in un museo a cielo aperto. Alcuni rappresentano personaggi della città.
Les Charmettes, il rifugio più caro di Jean-Jacques Rousseau

A pochi chilometri dal centro si trova Les Charmettes, la casa dove Jean-Jacques Rousseau visse tra il 1736 e il 1742 insieme a Francoise-Louise de Warens. Fu il periodo che il filosofo, nelle sue “Confessioni”, ha ricordato come il più sereno della sua esistenza. Circondato dalla natura e dalle attenzioni intellettuali e affettive di Madame de Warens maturò molte delle riflessioni che avrebbero influenzato il pensiero europeo. Il filosofo ha definito gli otto anni a Chambery i più felici della sua tormentata esistenza.
Oggi la dimora è museo, monumento storico e giardino botanico. Dalle terrazze lo sguardo si apre sulle montagne circostanti, dominate dall’inconfondibile profilo della Dent du Chat, il “Dente di gatto”. Bello fermarsi nelle sedie a sdraio davanti al giardino per riflettere sul pensiero di questo grande intellettuale dell’illuminismo, il cui pensiero conteneva intuizioni di un a politica finalmente “sociale” e altri elementi di legame con la natura che anticipano il Romanticismo.
Arte e cultura nel cuore della città, con tocchi “bizantini”
Chambéry in ogni via propone qualche sorpresa. Il Museo delle Belle Arti, che ha sede in un bel palazzo in stile liberty, custodisce una ricca collezione di dipinti italiani e francesi, con opere di Francesco Laurana, come la celebre “Maschera”, e mostre temporanee dedicate all’arte europea. In questo periodo il museo ospita una mostra dedicata a rare icone di stile bizantino provenienti dall’Albania.

Camminando lungo Rue d’Italie si percepisce invece il volto multiculturale della Chambéry contemporanea, tra botteghe, ristoranti e locali che raccontano l’incontro tra tradizioni diverse. Legate a culture di altri popoli. Un quartiere che affascina, proprio nello scorrere della sua vita quotidiana. Sempre animata.
Il protagonista è il formaggio, ma anche il Vermouth e i savoiardi…
La gastronomia locale riflette la storia di una terra di confine. I formaggi sono protagonisti. Tra le specialità più conosciute spiccano la tartiflette con patate, formaggio reblochon e pancetta, la raclette, la fonduta savoiarda, i crozets e le salsicce aromatizzate con spezie.Tutti ingredienti che si trovano abitualmente al mercato.
Celebre anche il Vermouth de Chambéry, prodotto fin dall’Ottocento e caratterizzato dall’impiego di erbe alpine, mentre tra i liquori simbolo della regione resta protagonista la Chartreuse.
Chi desidera concludere il viaggio a tavola può scegliere una delle tradizionali brasserie del centro storico oppure i ristoranti affacciati sul lago del Bourget, dove la cucina locale incontra panorami capaci di rendere ancora più memorabile un viaggio in questa parte della Savoia.
Informazioni:
Chambery è raggiungibile agevolmente da Milano grazie a un collegamento ferroviario diretto, assicurato da un treno veloce TGV www.explore-savoie.com, www.chamberymontagnes.com, www.france.fr/it, www.atout-france.fr, www.chamberymontagnes.com, www.aixlesbains-rivieradesalpes.com.
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