La natura “cancella” il Muro e regala un infinito corridoio verde

Si chiama “Green Belt”e ha rinaturalizzato l’ex confine fra le due Germanie. Dal 22 giugno a Gorizia la conferenza sul futuro di questa rete di aree protette, che ora si estende dall’Artico al Mar Nero. A Mitwitz. In Franconia, tanti sentieri per escursioni. Un tratto della Cortina di Ferro è rimasto a Mödlareuth, la “Piccola Berlino”, con un nuovo museo… per non dimenticare

Renato Malaman

Qualcuno lo aveva sognato già nel momento in cui il Muro andava giù, in quel 9 novembre del 1989. Ma sembrava un’utopia: un corridoio verde lungo 1393 km lungo quella che era stata ribattezzata la “striscia della morte”. Una barriera impenetrabile, super militarizzata e super controllata, costruita dall’ex DDR per impedire ulteriori fughe a Ovest.

Laddove la politica ieri divideva, oggi però la natura unisce. C’è, dunque, una lunga fascia verde, di un verde frutto di una rigenerazione spontanea e denso di biodiversità, cresciuto in larga parte dove un tempo correva l’impenetrabile Cortina di Ferro.

Si chiama Green Belt, cintura verde, appunto, e racchiude in sé il concetto stesso di Europa unita. Con le sue contraddizioni del passato (e in parte anche del presente) ma anche con i suoi tanti valori e il suo insopprimibile anelito di futuro.

Perché il primo nucleo di Green Belt è sorto esattamente dove sorgeva il Muro che dal 1961 al 1989 ha diviso le due Germanie. “Cintura verde” che, dopo il trattato di Hof, è stata estesa dall’Artico al Mar Nero, coinvolgendo ben 24 paesi. Un infinito cordone verde, dove regna la biodiversità, che attraversa l’intero continente.

Dal 22 al 26 giugno Gorizia ospita la “BESTbelt Pan-European Conference” dedicata a questo straordinario progetto paneuropeo che mette in rete tante aree tutelate dell’Europa. Conferenza preziosa per fare il punto sui vari progetti di protezione ambientale e per un utile scambio di esperienze.

Tutto nacque grazie a un gruppo di visionari, amanti della natura

Tutto nacque a Mitwitz, in Alta Franconia (Baviera), nel castello di Wasserschloss, un bellissimo maniero circondato dalle acque, dove più di 400 ambientalisti della Germania dell’Est e dell’Ovest (i due stati vennero riunificati il 3 ottobre dell’anno dopo, dopo il voto di marzo nell’ex Germania Est) a un mese dalla caduta del Muro firmarono la Risoluzione di Hof (Grüne-Band-Resolution) e in pratica decisero, sullo slancio di avvenimenti che avrebbero poi cambiato l’intera Europa, di trasformare l’ex “striscia della morte”, lungo l’ex confine che separava le due Germanie e dove la DDR aveva creato impenetrabili barriere anti-uomo per impedire fughe a Ovest, un ininterrotta oasi naturalistica di 1393 km.

Così la natura ha potuto prendersi la rivincita e prosperare incontrastata, creando un rifugio per innumerevoli specie animali e vegetali minacciate. L’iniziativa si è poi evoluta su scala continentale diventando l’European Green Belt, una cintura verde lunga 8.500 km che attraversa, spesso proprio sulle linee di confine, ben 24 paesi europei.

Un esempio unico al mondo. Per trovare qualcosa di simile occorre andare in Corea, dove lungo il confine militarizzato, residuo della Guerra Fredda, è cresciuta in maniera spontanea una fascia verde larga qualche chilometro, che è diventata pure lì il rifugio di un’avifauna rara e in qualche caso con specie via di estinzione, come la gru della Manciuria…

I paesi “cancellati” in epoca DDR ora sono rifugi per un’avifauna rara

Quante esursioni! Oggi da Mitwitz ci si può addentrare facilmente nella Green Belt. André Maslo, volontario del Centro di Educazione Ecologica di Mitwitz, guida ogni giorno escursioni di straordinario valore ambientale, scientifico e storico. Per vedere da vicino, proprio nei luoghi dove è stato concepito, il “miracolo verde” della Green Belt. Ci sono paesi lungo la ex linea di confine, come Libenau, che sono sono stati abbattuti dopo essere stati abbandonati dai contadini che li abitavano. Gente che se ne andò o venne costretta a farlo perché politicamente “non in sintonia” con il regime di Berlino Est.

I tentativi per sostituire queste persone non andarono mai a buon fine, perché qui chi non conosce bene le pratiche dell’agricoltura non può adattarsi a vivere e a creare un minimo di economia. Maslo porta poi gli escursionisti a scoprire la parte naturalistica di questo habitat rigenerato.

A vedere come vive nel suo nuovo regno la piccola fauna selvatica, come i castori che anche qui costruiscono dighe… E poi l’avifauna: i picchi, gli aironi cinerini, le farfalle blu… Quanta biodiversità! Oggi il corridoio naturale verde che si estende per ben 1.393 chilometri lungo tutta la Germania è ben visibile anche dal cielo. Anzi, soprattutto dal cielo.

L’area unisce una fitta rete di biodiversità a testimonianze storiche del tempo della divisione tedesca (1949-1989), offrendo diverse opzioni per esplorare il territorio a piedi. A cominciare dal Frankenwald Steigla "Grünes Band": un sentiero escursionistico ad anello di circa 10 chilometri, attrezzato e ben visibile. Parte dal lago Breitensee a Mitwitz, attraversa fitti boschi di pini, costeggia i laghi Regina e Pfadensee. E conduce direttamente sul Kolonnenweg (la vecchia strada pattugliata dalle guardie di frontiera della DDR con le tipiche lastre di cemento forate).

Fa un certo effetto vedere l’erba e in qualche caso anche i fiori spuntare tra le lastre di cemento percorse un tempo, su e giù ossessivamente, dai mezzi dei Vopos, la temuta polizia di frontiera della ex DDR. C’è anche un Parco Giochi esperenziale: è situato proprio sulle sponde del Breitensee a Mitwitz. È un'area didattico-ricreativa pensata anche per le famiglie.

Il castello Wasserschloss, il patto visionario nacque lì

Ma veniamo al Wasserschloss Mitwitz: il castello rinascimentale circondato dall'acqua è situato nel cuore della cittadina. Oltre ad essere un gioiello architettonico, ospita la sede del Centro di Conservazione della Natura ed è il luogo esatto in cui è nata l'idea del progetto transfrontaliero.

Di fronte c’è una storica Gasthof che prende il suo nome e dove, oltre a mangiar bene, vengono fissati gli appuntamenti con le guide naturalistiche. La Grande Traversata del Frankenwald è stata creata per gli escursionisti più esperti.

Mitwitz rappresenta il punto di arrivo (o di partenza) di un trekking storico-naturalistico guidato di circa 125 chilometri che taglia tutto il parco del Frankenwald arrivando fino al museo a cielo aperto di Mödlareuth (il villaggio un tempo diviso a metà dal Muro).

Mödlareuth, dove il confine fra due mondi era un piccolo torrente

E’ quasi incredibile! Il torrente Tannbach attraversa Mödlareuth, da secoli la divide in due. Mezzo villaggio di qua, in Baviera, e l’altro di là, in Turingia. Rispetto a migliaia di simili rigagnoli ha avuto per quarant’anni un destino più importante, quello di dividere due mondi opposti, coincidendo per qualche decennio con la Cortina di Ferro.

Il Tannbach, da oltre cinquecento anni, divide la Baviera dalla Turingia, costringendo tuttora i pochissimi abitanti di Mödlareuth (una cinquantina) ad avere due diversi codici postali, due diverse targhe dell’auto, a votare per governatori e sindaci diversi. E un tempo molto lontano, quando la Germania non esisteva ancora, a pagare le tasse a due diversi prìncipi.

Nessuno nel 1961 avrebbe pensato di veder costruire un Muro su quel torrente, un Muro che spezzò relazioni e sogni, generò paure, alimentò tensioni. Tutto finché, nel 1989, il Muro non cadde spazzando via all’improvviso quel tempo d’angoscia.

Per non dimenticare tutto questo, il villaggio ha voluto mantenere in piedi un tratto del Muro fatto costruire dal governo della DDR, meritandosi così l’appellativo di “Piccola Berlino”.

Manco a dirlo quello spezzone di Muro, è diventata un’attrazione turistica, così che intorno agli alti pannelli di cemento, e agli altri deterrenti contro le fughe a Ovest, ora è stato allestito un grande museo all’aperto. Una passeggiata nella storia, che porta a vedere da vicino anche il luogo dove nel 1973 un trentenne, Jürgen Schütz, riuscì a fuggire a Ovest, eludendo la sorveglianza della Polizia di Frontiera, i temuti Vopos.

Il vecchio mulino, che era stato risparmiato dai precedenti abbattimenti nella zona del Muro, venne raso al suolo dopo la beffarda impresa del giovane.

Mödlareuth nel novembre scorso, stimolata dall’interesse suscitato dai suoi luoghi della memoria (c’era già un museo con ampia sezione documentale cinematografica e una collezione di mezzi storici utilizzati dalla polizia di confine), ha inaugurato un nuovo museo: il “Deutsche – Deutsches”, che ospita una mostra permanente multimediale di 500 metri quadri, con circa 500 oggetti storici che aiutano a ripercorrere il periodo della divisione delle due Germanie. Per non dimenticare…

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova