Un’astronave sulle Alpi? No, è la Titlis Tower: la torre dei record e dei gourmet
Progettato dagli archistar Herzog e de Meuron, il gigante di vetro e acciaio sfida ghiacci nel cuore della Svizzera: a oltre tremila metri propone tante attività adrenaliniche e il ristorante fine dining più alto d’Europa. Già l’ascesa da Engelberg, la città della millenaria abbazia, è emozionante: la cabina rotante della funivia è unica al mondo

Un’astronave? Una stazione spaziale? Un miraggio? Certo che quella grande “croce” di vetro e di acciaio sembra sfidare ogni limite e.. tocca il cielo con un dito! Ovvero con la sua slanciata antenna. Ecco Titlis Tower, un gigante alto 76 metri che porta la prestigiosa firma di due archistar di successo: è la torre agibile più alta d’Europa e, per contro, anche la più facilmente raggiungibile.
Titlis è il top del top. Questa torre alpina, dalla singolare struttura a “braccia aperte” che ricorda in forma stilizzata il Cristo del Corcovado di Rio de Janeiro, è stata forgiata con il vetro e con l’acciaio. E realizzata, come in una sfida all’impossibile, a tremila metri di quota, nel cuore delle Alpi svizzere.
Grazie al progetto di due grandi architetti di Basilea: Jacques Herzog e Pierre de Meuron, il cui studio è uno dei più famosi del mondo. A salirci dalla città più vicina, ovvero Engelberg, nel piccolo cantone di Obvaldo, ci si impiega circa un’ora. In funivia, anzi prendendo tre diverse funivie. Sospesi tra fantasia e realtà, specie nell’ultimo dei tre tratti del percorso, quando si sale sulla famosa Rotair, funivia mozzafiato la cui grande cabina, che sembra un disco volante, gira su se stessa. Unico impianto del genere al mondo.

A ben 3020 metri di quota, sul Titlis (una montagna che è annoverata a pieno titolo tra i miti delle Alpi), nel canton Obvaldo, è stata inaugurata a fine maggio la nuova “Titlis Tower”, che è la trasformazione di un ex trasmettitore radio degli anni ’80 in una struttura turistica d’avanguardia.
Dopo tre anni di lavori, Titlis Tower è diventata la torre fruibile dall’uomo più alta d’Europa, affacciata sul ghiacciaio e a pochi passi dalla stazione superiore degli spettacolari impianti di risalita che sorgono intorno al Titlis. Impianti dalla tecnologia moderna che servono un esteso paradiso per gli sciatori, con alta capacità di trasporto.
La torre dispone di una piattaforma turistica, in pratica un invidiabile belvedere sui ghiacci, e di due lussuosi corpi abitabili a forma di “container”, completamente vetrati, all’interno dei quali, tra le altre strutture, è stato realizzato un ristorante, il Joseph’s, che diventa così il “fine dining” più alto d’Europa.
È stato affidato allo chef Andrè Kneubühler, lo scorso anno premiato a livello elvetico dalla prestigiosa guida francese Gault & Millau, quando ancora lavorava in un prestigioso ristorante di Zermatt.

Il progetto prevede altre opere avveniristiche
L’ardito complesso, firmato dallo studio Herzog & de Meuron, è costato ben 150 milioni di franchi e propone una piattaforma panoramica accessibile. Nella torre è stata realizzata dalla Rolex una boutique di orologi di lusso. Tutta l’operazione è partita dalla struttura in acciaio eretta dalle Poste svizzere negli anni '80. Herzog & de Meuron hanno trasformato questa imponente infrastruttura in un'iconica croce, aggiungendovi due travi orizzontali in acciaio.
I visitatori possono accedere alla Torre Titlis tramite ascensore e raggiungere la terrazza panoramica 54 metri più su, da dove possono godere di una vista impareggiabile a tutto tondo sul paesaggio dei ghiacci eterni. L’opera è finora costata, come detto, 150 milioni di franchi svizzeri. Ma non è finita.
La fase ulteriore del progetto dei record prevede la costruzione della nuova stazione a monte del Titlis. Avverrà tra quest’anno e il 2029 per sostituire completamente gli edifici degli anni’60, che attualmente nel nuovo contesto, stonano un po’. Per stile, materiali, finiture. Il nuovo design, previsto dal progetto, è molto avveniristico.
Il ponte tibetano più alto d’Europa e la galleria nel ghiacciaio

Sulla sommità del Titlis c’è la possibilità di provare l’emozione di attraversare un ponte tibetano anch’esso da primato. Inoltre si può entrare in una galleria ricavata nel ghiacciaio e sedersi per una foto ricordo in un trono anch’esso di ghiaccio. L’intera stazione a monte sarà rinnovata entro il 2029.
In questo periodo estivo il Titlis è preso curiosamente d’assalto da turisti indiani, che arrivano a Engelberg per effetto di un film di successo, “Dilwale Dulhania Le Jayenge”, girato da queste parti da una casa di produzione indiana di Bollywood, i famosi studi di Bombay (Mumbai). E’ incredibile come
il turismo legato ai film non conosca limiti di distanza. Gli indiani arrivano qui e trovano i luoghi molto familiari per effetto di quella lontana pellicola di successo…

Allo “Joseph’s” c’è Andrè Kneuebühler, chef premiato d’alta quota
“Sempre più in alto!” urlava euforico Mike Buongiorno in un noto sketch di “Carosello” degli anni ‘70, cercando di farsi sentire nonostante il rumore delle pale dell’elicottero che lo aveva appena scaricato in vetta. Il popolare presentatore italiano era sulla vetta del Monte Cervino. Qui siamo un po’ più in basso rispetto alla montagna a piramide al confine fra Italia e Svizzera, ma certo che questo nuovo ristorante, inaugurato da poche settimane, ovvero ai primi di giugno, si può annoverare fra i più alti d’Europa. Qualcuno afferma: il più alto!

Joseph's Restaurant è il nuovissimo ristorante di cucina d’autore ("casual fine dining") inaugurato all'inizio di giugno 2026 all'interno della spettacolare Titlis Tower, situata a ben 3.020 metri di altitudine sul Monte Titlis, nel cuore delle alpi svizzere, nel cantone di Obvaldo. A circa un’ora di funivia da Engelberg.
Lo chef Andrè Kneubühler , lo scorso anno premiato dalla guida Gault & Millau Svizzera come uno dei migliori in terra elvetica, al Joseph’s propone una cucina d'alta quota definita "casual fine dining con anima alpina", caratterizzata da piatti di ispirazione locale e regionale. Tutta a vista.
Le ampie vetrate del ristorante offrono una vista mozzafiato a 360 gradi sulle Alpi della Svizzera centrale, permettendo di pranzare letteralmente sopra le nuvole. Il ristorante rientra nel progetto firmato dal rinomato studio di architettura Herzog & de Meuron nell'ambito del progetto di rinnovamento della vetta "The Peak to Be”. Si raggiunge utilizzando la stessa funivia rotante Titlis Rotair che sale da Engelberg, divisa in tre tratti.
L’abbazia benedettina, scrigno d’arte svelato da frate Kuno

Ma torniamo a valle e andiamo a conoscere Engelberg, per scoprire la cittadina e soprattutto la sua antica abbazia benedettina, crocevia di tante vicende storiche. Frate Kuno Rüst, uno dei religiosi che la abita e la rende viva, è un cicerone straordinario. Colto, affabulante, quasi teatrale… Talmente immerso nel suo racconto da sembrarne quasi rapito. Come stregato dalla bellezza dell’abbazia, fondata nel 1120, di cui, inutile sottolinearlo, conosce ogni segreto.Della biblioteca, ma anche dello straordinario patrimonio artistico che la chiesa cela.
Questo monaco svizzero dalla parola magnetica, che indossa con disinvoltura i modaioli sandali Birkenstock, regala nella visita dell’antico complesso religioso un frammento della sua cultura. E lo fa con passione. Il complesso è sede, peraltro, della più prestigiosa scuola del Cantone Obvaldo. Il complesso risale al lontano 1120, anche se la sua attuale veste barocca risale alla ricostruzione del 1740, imposta dopo il devastante incendio del 1729.
Ogni pezzo di questa culla d’arte, dai dipinti, all’organo, al pavimento, sono di una bellezza armonica e discreta. Fu il nobile Konrad von Sellenbüren che nel lontano 1120 decise di costruire un convento nella valle e, secondo la leggend (ed è una bellissima immagine)a, furono proprio le voci celesti degli angeli a indicare il luogo esatto in cui edificare la struttura.
I14 monaci rimasti, fra cui Frate Kuno, ci vivono, lavorano e insegnano, aprendo le porte di un edificio unico, fra giardini di erbe aromatiche e uno spaccio di marmellate e formaggi di qualità, entrambi di produzione locale. A “metri zero” si può dire.

Anche Engelberg ha il suo fascino, a cui contribuisce in larga parte un insieme di facciate in stile Belle Epoque. Conservate con discrezione tutta svizzera. Di grande fascino d’epoca gli alberghi in stile Liberty, come l’Hotel Terrace, incastonato ai piedi delle cime e raggiungibile dal grazioso centro del paese con comodi tunnel e ascensori.
Tutto nell’albergo ricorda i tempi della villeggiatura stile Belle Epoque. Al suo “Porticus Bar” è attivo uno dei più noti (e grandi) “gin bar” del mondo, impreziosito da botaniche rare.
Engelberg, 4300 abitanti, è da sempre meta di un turismo alpino di alto livello. La sua storia è testimoniata da pregevoli manifestai turistici d’epoca. La cittadina si adagia a mille metri di altezza, incastonata fra incantevoli e maestose vette. Il re è, ovviamente, il ghicciaio del Titlis. Sulla cui sommità, adesso, si è calata una strana astronave…
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