«A Roncaglia 8.000 persone sono a rischio»

VICESINDACO. Martino Schiavon
PONTE SAN NICOLÒ.
Il clima sereno e il basso livello dell'acqua registrati nelle ultime ore hanno fatto emergere con maggiore chiarezza la gravità dei danni che le piene e l'erosione dell'acqua hanno provocato agli argini del Bacchiglione nel territorio comunale di Ponte San Nicolò. «La situazione è molto seria» commenta preoccupato il vicesindaco Martino Schiavon. Oltre alle lunghe sezioni di sottobanca, in dialetto «maresana», erose o completamente spazzate via dall'acqua, due sono i crolli che preoccupano particolarmente. «Il cedimento a Roncaglia, a ridosso di un paleoalveo del Bacchiglione, è quello più grave - continua Schiavon - se dovesse rompere lì ad una piena dovremmo evacuare tutta Roncaglia, cioè ottomila persone». Meno grave, ma comunque serio, il crollo a Roncajette all'altezza della vecchia cartiera, mentre è in completa sicurezza il punto, di fronte alla discarica, dove l'argine aveva rotto lo scorso 2 novembre. Conclude il vicesindaco: «Nei prossimi giorni proseguirà il monitoraggio degli argini. Nel frattempo, continueremo a premere presso chi è più in alto di noi perché vi sia la messa in sicurezza. E lo faremo tramite proteste vibranti e più incisive di prima». (a.c.)
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