Abano città gay friendly, sì degli albergatori

Commercianti invece perplessi sulla proposta di Claudio. E intanto si vara una partnership con il Teatro La Fenice

ABANO TERME. Gli albergatori aprono alla Abano “gay friendly”, i commercianti non sono entusiasti. La proposta del sindaco Luca Claudio di rendere le terme punto di riferimento per il mondo omosessuale, specie in occasione della Notte Rosa delle Terme, trova reazioni contrastanti. Claudio si è reso disponibile a siglare le unioni di fatto tra uomo e uomo e donna e donna. L’Assoalbergatori ed il Consorzio Terme Euganee spiegano che per rendere Abano accogliente per i gay non c’è nessuna operazione da attuare.

«Le strutture termali euganee sanno accogliere a dovere ogni tipo di cliente facendolo sentire a casa», spiegano il presidente dell’Assoalbergatori Gianluca Bregolin e la presidentessa del Consorzio Angela Stoppato. «Da promotori delle Terme vogliamo offrire il migliore dei servizi a tutta la nostra clientela, senza differenza alcuna», dice Bregolin, «L’iniziativa di di sostegno alle pari opportunità, anche se legata solo alla Notte Rosa, sia in linea con il tenore della gestione dei nostri hotel, da sempre rispettosi delle diversità di genere o di preferenze sessuali».

Claudio ha anche parlato di un accordo con il Consorzio per donare un biglietto per Venezia a chi siglerà l’unione di fatto durante la Notte Rosa. «La nostra offerta turistica è di alta qualità ed è apprezzata da tutti», osserva Stoppato, «le iniziative legate a Venezia, inoltre, sono parte integrante della programmazione del Consorzio Terme Euganee. Il riconoscimento relativo alle Terme di Venezia è un progetto condiviso, che vedrà la prossima settimana la presenza ad Abano dell’assessore regionale al Turismo, Marino Finozzi, per presentare una partnership con il Teatro La Fenice».

I commercianti però non sono per nulla entusiasti di una Abano in stile Las Vegas. «A sentire il sindaco sembra non ci sia altra via di uscita», afferma Claudio Lazzarini dell’abbigliamento Tentazioni, «i gay sono sempre stati accolti bene ad Abano. Non è che se vengono i gay a frotte durante la Notte Rosa si risolvano i problemi; rendere Abano città gay friendly forse vorrebbe dire ghettizzarla ancora di più. Credo che di questo passo diverrebbe un po’ una Amsterdam». Gli fa da eco Simone Tasinato: «Non penso che il mercato gay creerebbe una così alta forma di guadagno, il rischio è quello di diventare invece la più grande città libertina». Mauro Cinefra di Confesercenti glissa: «In questi giorni siamo in Sardegna per una sorta di gemellaggio. E’ su questo che puntiamo».

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