Addio a Miss Italia Il grande freddo fiscale ci ha moralizzati

Bellezze italiane all’ultimo concorso di Miss Italia Persino Salsomaggiore rischia di non avere i soldi per permettersi la manifestazione
Bellezze italiane all’ultimo concorso di Miss Italia Persino Salsomaggiore rischia di non avere i soldi per permettersi la manifestazione
 
JESOLO.
Saremo morigerati per ragioni di bilancio, terremo a bada la libido, diventeremo modesti nei consumi e persino nei desideri dove prima non costava niente, guardare le belle donne ad esempio, e tutto ciò per ostili e insopprimibili ragioni di bilancio. Comunale s'intente. Il federalismo fiscale che ci sia o non ci sia arriva tardi, e comunque non basterà a salvarci: l'inverno del nostro scontento c'è da subito ed è terribile. Niente Miss Italia in Veneto, niente Miss Italia nel Mondo a Jesolo, che pur era un passabile succedaneo.  E - orribile a dirsi - persino niente Miss Italia anche a Salsomaggiore dal momento che la pur florida stazione termale rischia di non avere i soldi per ospitare la gara di bellezza. Ecco come siamo messi, i sindaci, i governatori di regioni come l'Emilia e il Veneto, costretti a scegliere tra la crapula e la necessità. Non hanno avuto scelta, pena l'impalamento: meglio un ospizio aperto che una fila di cosce in più, meglio la merendina gratis ai bambini che un merendero di reggipetti a balconcino sia pure palladiano e di vertiginosa prospettiva, sublime ma non indispensabile.  Chi l'avrebbe detto? Là dove non potè il moralismo può la stretta di bilancio sui conti pubblici, là dove più Berlusconi si concedeva più noi dobbiamo astenerci, persino nel nostro piccolo, innocente e poco costoso voyerismo televisivo. Si taglia il di più, si sopprime il superfluo, si espunge dal bilancio tutto il voluttuoso e finanche il voluttuario, tra cui le belle ragazze, tutta la fiera della vanità femminile e i molteplici vantaggi che l'esposizione delle carne intatta generosamente riversa in profittevoli rivoli lungo la catena dell'umano vivere. Prima il pane, deinde philosophari.  Da dieci giorni il presidente del Veneto Luca Zaia lo andava ripetendo, «non ci sono soldi per Miss Italia a Jesolo, i pochi che ho li spendo dove ce n'è bisogno», lo diceva nelle conversazioni private e lo ripeteva in quelle pubbliche, colpa nostra se non abbiamo inteso presi come siamo a salvaguardarci la felicità, sordi a tutte le ragioni contrarie al superfluo.  Miss Italia nel Mondo è stata a Jesolo per quattro edizioni, pagavano i conti il Comune, la Regione e la Rai che trasmetteva la manifestazione. La quota regionale era di 230 mila euro, l'amministrazione jesolana ne metteva 500 mila, il contributo Rai non è noto, ma sono costi che presumibilmente dovevano ripetersi anche quest'anno, roba che nessun amministratore pubblico ha più il coraggio di difendere.  Francesco Calzavara, ci ha provato, senza successo. Il sindaco di Jesolo ha condotto una duplice trattativa con la Mirer di Patrizia Mirigliani, prima cercando di strappare a Salsomaggiore la manifestazione eponima, poi provando a confermare per Jesolo la cadetta (Miss Italia nel Mondo); nel primo caso ha rinunciato con una lettera scritta a settembre, nel secondo le sue possibilità sono al lumicino. «Ho fatto una proposta alla Mirer, mi devono rispondere entro il 15 febbraio - racconta senza illusioni - ho anticipato la data da giugno a maggio, ho riformulato l'offerta economica tenendo conto della crisi e ho contattato la Rai. Devono ancora rispondere entrambi. Sarà un no? Pazienza, il mondo non finisce con Miss Italia, se va male passeremo al piano B».  Certo che andrà male. Calzavara non è riuscito a mettere insieme i 500 mila necessari per la proposta, gli sponsor si sono defilati, Tremonti gli stava sul collo, la sola idea di prenderli dalle casse comumali fa infuriare la città; poi è arrivato il non possumus di Zaia a spegnere i sogni di gloria.  «Qualche decina di migliaia di euro - compulsa ancora Calzavara - ma chi me li dà?». Ci vorrebbe un qualche "pala" da battezzare dedicandolo a un'industria..., ma non c'è. Pazienza, questa crisi come è arrivata se ne andrà, non è mica nata qui, abbiamo altri eventi, altre proposte sul tavolo». Si parla di possibili intese con Sky Tv, musica forse, magari sport, «io aspetto fino al 15 febbario, se non arriva la risposta della Mirer, il 16 passo al piano B».

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova