Il bilancio di sostenibilità Alì: 14 boschi urbani e lotta allo spreco alimentare

Nel 2025 destinati alla comunità oltre 3,7 milioni di euro. Il presidente Canella: «Cerchiamo di portare avanti i valori che papà ci ha lasciato: sincerità, unità, spirito di squadra»

Marta Randon
La presentazione del bilancio sostenibilità Alì con il presidente GianniCanella, il vicesindaco di Padova Bressa e l’assessora regionale Venturini
La presentazione del bilancio sostenibilità Alì con il presidente GianniCanella, il vicesindaco di Padova Bressa e l’assessora regionale Venturini

Nel 2020 erano piccoli, oggi i 700 alberi del bosco urbano di Voltabarozzo piantati dal Gruppo Alì sono cresciuti. Il colosso della distribuzione ha voluto la stampa lì ieri mattina, per presentare il bilancio di sostenibilità 2025.

Faceva caldissimo, ma l’ombra non mancava, il frinire delle cicale faceva compagnia con le libellule e le farfalle. «A distanza di sei anni da quella giornata, il bosco rappresenta una testimonianza tangibile di come la sostenibilità possa trasformarsi da impegno dichiarato a patrimonio condiviso della comunità» ha dichiarato il presidente del Gruppo Gianni Canella.

I numeri

Oltre 3,7 milioni di euro destinati alla comunità, 53.855 alberi donati al territorio, 14 boschi urbani, 5.000 collaboratori e 119 punti vendita tra Veneto ed Emilia-Romagna.

Sono alcuni dei principali dati contenuti nel bilancio di sostenibilità 2025 di Alì, documento che racconta l’impegno del Gruppo nel coniugare crescita economica, responsabilità ambientale, attenzione alle persone e vicinanza ai territori in cui opera.

Il bilancio, il quarto redatto, è stato predisposto su base volontaria e, per la prima volta è stato visionato da parte di una società terza, la Df Audit.

Nel 2025 il Gruppo ha confermato una presenza radicata nel territorio, con più di 39,4 milioni di scontrini e una quota di mercato in Veneto pari al 17,9%.

Il valore economico distribuito sul territorio nel 2025, tra costi operativi, salari e benefit dei dipendenti, investimenti nella comunità, pagamenti a fornitori di capitale e alla pubblica amministrazione ammonta a 1.315.717.000 euro.

Energia e verde

Sul fronte ambientale, il Gruppo ha risparmiato complessivamente 23.736 Mwh di energia, pari al consumo annuo di 5.658 famiglie. Il risultato deriva da più linee di intervento: impianti fotovoltaici, recuperatori di calore, porte sui frigoriferi e illuminazione full led. Nel 2025 Alì ha inoltre raggiunto una potenza fotovoltaica installata pari a 3.952 kW.

Prosegue anche l’impegno per il verde territoriale: dal 2010, attraverso il progetto We Love Nature, campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto i clienti nella tutela dell’ambiente, il Gruppo insieme ai clienti ha donato 53.855 alberi e contribuito alla creazione di 14 boschi urbani, con 348.000 metri quadrati circa piantati.

Nel 2025 risultano inoltre installati 25.666 metri quadrati di tavelle fotoattive, con un effetto di pulizia dell’aria stimato pari a quello di un bosco di 1.791 alberi.

Cinquemila collaboratori

Le persone rappresentano uno dei capitoli centrali del bilancio. Al 31 dicembre 2025 Alì contava 4.850 collaboratori, con una crescita dello 0,4% rispetto al 2024. Ora i collaboratori superano le 5.000 unità. La forza lavoro è composta per il 53,7% da donne e per il 46,3% da uomini. Il 96% dei collaboratori ha un contratto a tempo indeterminato.

«Chi lavora con noi deve avere un posto sicuro e sereno ed è parte effettiva della nostra famiglia» ha sottolineato il presidente.

Alì continua a investire nella loro formazione: l’anno scorso le ore di formazione finanziata sono state 7.455.

Spreco alimentare

Nella lotta allo spreco alimentare nel 2025 sono stati donati 246.930,78 kg di prodotti, pari a 493.861 pasti destinati a persone in difficoltà.

La responsabilità del Gruppo si esprime anche nella gestione della catena di fornitura, con 814 fornitori locali in Veneto ed Emilia-Romagna e una spesa complessiva verso fornitori pari a circa 985 milioni di euro. I 98% dei fornitori dei prodotti a marchio sono italiani.

Una gestione responsabile ed etica della filiera a tutela dei lavoratori, della qualità dei prodotti e del benessere animale.

Comune e Regione

Alla presentazione del bilancio erano presenti anche il vicesindaco Antonio Bressa e l’assessora regionale all’ambiente Elisa Venturini. «Piantare alberi oggi significa produrre ossigeno e creare polmoni all’interno delle città» ha sottolineato quest’ultima, «Alì ha una visione precisa, se l’ambiente sta bene anche le persone stanno bene».

«Il Comune può raggiungere risultati importanti solo se le aziende del territorio credono davvero negli obiettivi. Tutto questo ha creato un senso di comunità» ha concluso Bressa.

Il presidente Canella: «Portiamo avanti i valori di papà»

«In pausa pranzo i nostri collaboratori mangiavano con noi. Ero piccolo ma ricordo tutto: i giri in furgone, i matrimoni, i compleanni sempre insieme».

Mentre racconta, Gianni Canella sorride. Per qualche istante il presidente del Gruppo Alì mette da parte numeri, investimenti e bilanci e torna bambino.

Francesco Canella con Gianni, oggi presidente Alì
Francesco Canella con Gianni, oggi presidente Alì

Ha appena illustrato alla stampa i risultati del bilancio di sostenibilità 2025: migliaia di alberi piantati, investimenti nella formazione, attenzione ai collaboratori, lotta allo spreco alimentare.

Ma dietro quei numeri c'è una storia iniziata molto prima, quando suo padre Francesco aprì il primo supermercato Alì a Padova, il 20 ottobre 1971.

Francesco Canella, scomparso due anni fa, continua a essere il punto di riferimento della famiglia e dell'azienda. A lui è stata dedicata una Fondazione, nata «per fare ancora di più».

Tra padre e figlio non sono mancati confronti, anche accesi, ma il patrimonio più importante è rimasto quello dei valori.

L'aria che il piccolo Gianni respirava era quella di una grande famiglia, fatta di persone che si conoscevano per nome, che condividevano il pranzo, le ricorrenze e i problemi quotidiani. Una comunità prima ancora che un'azienda. È da lì che, ancora oggi, prende forma il suo modo di intendere e vivere il lavoro.

Presidente, qual è il ricordo più bello che conserva di suo padre?

«Amava profondamente le persone. Era sempre un passo avanti, riusciva a capire quando qualcuno aveva davvero bisogno e questo influenzava anche le decisioni che prendeva. Credeva nella politica della porta aperta: chiunque lavorasse con lui poteva entrare nel suo ufficio. Tantissime persone gli chiedevano aiuto e lui non si è mai tirato indietro.»

Anche la porta di casa era sempre aperta?

«Sempre. Papà era partito da solo, poi aveva coinvolto i fratelli, gli amici di Veggiano che arrivavano in città con il furgone. Da bambino ricordo che all'ora di pranzo casa nostra era sempre piena: c'era chi mangiava, chi si fermava a riposare, chi faceva due passi in giardino. Sono immagini che porto ancora con me.»

Il presidente (che è azionista di Nem che edita anche questo giornale) si sofferma su quei ricordi con naturalezza. Non parla soltanto della crescita di un'impresa, ma di un modo di vivere che, a distanza di decenni, considera ancora il vero patrimonio lasciato dal padre.

Che cosa rappresenta oggi per lei il lavoro?

«La mela non cade mai lontano dall'albero. Sono felice di lavorare in questa azienda perché, prima di tutto, è una famiglia. Cerchiamo di portare avanti i valori che papà ci ha lasciato: sincerità, unità, spirito di squadra. Ricordo i compleanni, i matrimoni, le feste dei collaboratori: partecipavano tutti, anche chi lavorava nei punti vendita saliva sul furgone per esserci. C'erano fiducia, stima e fedeltà reciproca. È un patrimonio che vogliamo conservare. I nostri slogan ne sono la prova. “Alì migliora la vita”, “Ci prendiamo cura delle persone, con la passione per le cose buone e rispetto per il futuro”. Le decisioni che prendiamo oggi determinano il futuro. Il mio obiettivo è continuare a migliorare la vita delle persone».

Sono valori che cerca di trasmettere anche alle sue figlie?

«Ho due bambine meravigliose. La terza generazione della nostra famiglia è numerosa e spero possa crescere con questi valori».

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