Ater, ex agenti a rischio sfratto: «Servito lo Stato, è ingiusto»
Cinque ex agenti e le loro famiglie dovranno lasciare gli appartamenti di servizio a Montà. L’appello: «Servito lo Stato, ora siamo spaventati»

«Abbiamo sempre servito lo Stato e oggi siamo molto a disagio», è il sospiro amaro di Edda Bacelle, assistente capo della Polizia di Stato in pensione da dieci anni, una delle cinque persone – con le rispettive famiglie – che dal 2005 vivono nel residence Borgo Fiorito di via Croce Verde, quartiere Montà.
Si tratta di appartamenti Ater costruiti all’inizio degli anni Duemila e assegnati alle forze dell’ordine per esigenze di servizio. Il primo dicembre scorso, però, è arrivata una comunicazione ufficiale: la Prefettura ha chiesto agli inquilini di lasciare gli alloggi perché non più in possesso del titolo necessario, essendo andati in pensione.
«Ma sono in pensione anche da 15 anni», sbotta l’ex deputato Filippo Ascierto, esponente di Fratelli d’Italia, e rincara: «Dove possono trovare oggi un alloggio in affitto? Chi concederebbe un mutuo a settant’anni? I servitori dello Stato meritano rispetto anche dopo la quiescenza. È difficile comprendere come possano verificarsi situazioni simili».
La richiesta ha colto tutti di sorpresa, anche se qualche segnale c’era già stato. «Lo scorso anno avevamo ricevuto un primo avviso, intorno a Pasqua», ricostruisce la poliziotta in quiescenza, «poi tutto si era fermato perché ci era stato prospettato che forse avremmo potuto acquistare gli appartamenti. Alla fine però non è stato possibile e il primo dicembre è arrivata la richiesta di rilascio. Siamo spaventati».
Gli ex agenti non negano la mancanza dei requisiti formali. «Comprendiamo di non averne più diritto», ammette ancora Bacelle, «ma abbiamo famiglie alle spalle, qualcuno ha problemi di salute. Ci siamo trovati dall’oggi al domani a dover prendere decisioni complesse. Se ce lo avessero comunicato dieci anni fa, probabilmente avremmo acceso e magari estinto un mutuo. Molti di noi non dormono la notte. In così poco tempo è impossibile trovare un alloggio adeguato».
Secondo l’ex parlamentare di An, oggi esponente di spicco del partito di Giorgia Meloni nel Padovano, si tratterebbe di «una precisa scelta della Prefettura di Padova». Ascierto esclude l’esistenza di un ordine ministeriale, ma chiede un intervento immediato: «Ci aspettiamo che venga concessa una proroga e che nel frattempo si individui una soluzione adeguata. È doveroso dare voce a questo problema, anche perché i poliziotti, per deformazione professionale, sono abituati a restare in silenzio». Da parte sua l’impegno sarà concreto: «Mi farò carico di interpellare sia la Regione che i ministeri competenti».
Da Palazzo Santo Stefano fanno notare come l’assegnazione degli alloggi venga effettuata da un’apposita commissione presieduta dalla Prefettura, mentre le eventuali revoche sarebbero di competenza del proprietario degli immobili.
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