Antenna vicino alla chiesetta, vince l’associazione: stop al pennone
Salboro Incontra aveva chiesto l’annullamento della sentenza del Tar del Veneto: «Non considerato il valore della chiesa di Pozzoveggiani»

Il Consiglio di Stato, nello specifico il collegio della sesta sezione, guidato dal presidente Sergio De Felice, annulla gli atti impugnati in primo grado e accoglie il ricorso presentato dall’associazione Salboro Incontra, redatto dall’avvocato Stefano Bigolaro, in cui si chiedeva l’annullamento della sentenza del Tar del Veneto, pronunciata nel mese di febbraio 2025, che dava torto all’associazione e, invece, dava ragione alla società Inwit e all’attuale amministrazione comunale per quanto riguarda l’installazione di un’antenna di 34 metri a circa cento metri, in linea d’aria, dall’oratorio di San Michele Arcangelo, a Pozzoveggiani di Salboro.
La sentenza del Tar lagunare è stata annullata per “difetto d’istruttoria” sia da parte della società di telefonia e sia da parte del Comune.
Come si legge all’interno del ricorso “la sentenza del Tar del Veneto si basa su un’errata conoscenza dello stato dei luoghi. La vicinanza, fisica e paesaggistica, tra la chiesa e l’antenna, che distano poco più di cento metri, è incontrovertibile. L’area della chiesa e l’area dell’antenna sono separate solo dallo scolo Boracchia e da una piccola parte del fondo agricolo dov’è stata installata la stazione telefonica di base”.
Altro passaggio chiave della sentenza emessa dal consiglio di Stato dopo l’udienza pubblica effettuata a Palazzo Spada il 4 giugno (sono passati solo 8 giorni e non un mese come si prospettava) è quello in cui nella sentenza, che ha annullato il provvedimento del Tar di oltre un anno fa, è scritto, testualmente “la mancata rappresentazione nella relazione paesaggistica (rilasciata dal Comune nel 2024), costituirebbe una grave omissione considerato che i beni culturali devono essere indicati nella domanda di autorizzazione paesaggistica, come imposto dall’articolo 2 dell’allegato unico al Dpcm del 12 dicembre 2025.
In pratica tale omissione da parte di Inwit ha indotto il Comune in un palese e grave errore di valutazione nel contesto in cui s’inserisce il progettato impianto, malgrado l’amministrazione comunale avrebbe dovuto essere ben consapevole dell’importanza del sito”.
Tra l’altro ancora oggi basta andare a curiosare all’interno del sito del comune di Padova per trovare scritto “l’oratorio di Pozzoveggiani risale a prima dell’anno mille e l’impianto basilicale presenta tre navate e tre absidi, con affreschi pregiati che rappresentano il Cristo Pantocrator con i simboli degli apostoli Marco e Luca”.
Ieri mattina i coordinatori dell’associazione Salboro Incontra Aps, ossia il presidente Flavio Dalla Libera, il vice Eugenio Grolia, Ivo Rossi e alcuni residenti, hanno tenuto una dettagliata conferenza all’interno dell’oratorio.
Sintetico il commento dell’avvocato che ha firmato il ricorso vincente: «Dedico questa vittoria al mio collega e maestro, professor Vittorio Domenichelli, nel cui studio lavoro da 30 anni, che proprio due giorni fa ha ricevuto la Toga d’Oro dall’Ordine degli Avvocati», ha scritto Bigolaro.
«È lui ad avermi insegnato che le battaglie in cui credi e che non puoi evitare non vanno mai abbandonate solo perché sono difficili da vincere. Tanto più se si vuole tutelare un vero gioiello della storia, dell’arte, della religione e del territorio».
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